Ailanto, l’albero del paradiso

L’ailanto è un’altissima pianta infestante originaria dalla Cina. Dalle mille virtù, l’ailanto il cui nome scientifico Ailanthus vuol dire altissima è una pianta che fu successivamente importata in Europa a metà del XVIII secolo. In Italia è conosciuto come albero del paradiso, in Cina letteralmente come “albero maleodorante”, mentre in molte zone d’America è nota come “albero dell’inferno”, nome legato al cattivo odore prodotto dalla pianta. Scopriamo di più.

Habitat ideale dell’ailanto

Quest’albero solitamente lo si trova in ambienti con terreni piuttosto secchi, l’ambiente in cui trova il massimo sviluppo però, è caratterizzato da terreni ricchi di azoto e con pH da neutro a subacido. È molto frequente la sua presenza sia nelle aree che circondano i boschi, nei prati o dove l’ambiente risulta molto gestito dall’uomo come per esempio zone industriali, terreni agricoli lasciati incolti etc…

La quantità di acqua presente nel suolo è indifferente: perché quest’albero può essere definito xerofilo, vista la sua capacità di limitare l’evaporazione chiudendo gli stomi presenti sulle foglie, infatti può sopportare anche temperature al di sopra dei 40°.

ailanto pianta

L’albero del paradiso (Foto©Pixabay)

 Moltiplicazione

La moltiplicazione dell’ailanto avviene per dimora, anche se è consigliabile preparare le piccole piante in un contenitore, con terreno fertile e ben drenato, ricco di sabbia; Gli ailanthus possono essere propagati anche per talea di ramo o radicale.

Malattie e parassiti

Questi alberi non sono soggetti dall’attacco di parassiti o da malattie.

L’ailanto pianta velenosa

Nonostante l’ailanto offra tante proprietà e tanti benefici, però purtroppo si tratta di una pianta velenosa, questa pianta infatti è tossica, costituita da sostanze come saponine, aliantine, ecc.… L’ailanto infatti, è oggi prescritto in quantità ridotte, mai superiori ai 10 gr. anche se generalmente comprese tra i 4 e gli 8 grammi.

Come combattere l’infestazione

L’infestazione dell’ailanto non è semplice. L’ailanto infatti prende possesso degli ambienti urbani con una certa facilità e rappresenta un vero e proprio problema. Innanzitutto, è sconsigliabile provvedere ad una rimozione manuale della pianta, in quanto ciò comporterebbe una sua proliferazione.

Una soluzione veloce ma non definitiva potrebbe essere l’utilizzo del fuoco, che indebolisce pianta e radici, ma non ne blocca la germinazione, rinviando di fatto la ricrescita ad un secondo momento. È invece possibile per una soluzione definitiva, estirpare queste infestanti facendo ricorso a diserbanti specifici, in grado di interrompere il ciclo di vita della pianta.

ailanto foto

Pianta del paradiso (Foto©Pixabay)

Proprietà e benefici

L’ailanto offre diverse proprietà e diversi benefici. Il più antico risale al 684 d.C. in Cina, dove l’ailanto veniva impiegato per curare alcuni disturbi mentali e per alleviare pruriti. È usato come pianta ospite per nutrire i bachi da seta.

Per la sua rapidità di crescita si usa per la produzione di legno. in Italia, invece la sua coltivazione è legata alla produzione di miele. Annovera proprietà medicinali: è annoverato nell’elenco delle specie usate nella medicina tradizionale cinese.

Curiosità

Tra gli aspetti negativi e positivi che può offrire questa pianta, particolare è il fatto che da essa si può ricavare il miele perché i suoi fiori attirano particolarmente le api e il suo nettare entra a far parte di mieli millefiori. Gli studiosi hanno isolato l’alcaloide eliantina che potrebbe trovare impiego nella cura di svariate affezioni. Alcuni estratti potrebbero anche risultare utili come insetticidi ed erbicidi.

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