coltivare albicocco

Come coltivare albicocco

L’albicocco è  è un albero appartenente alla famiglia delle Rosacee. Si tratta di una pianta di origine asiatica, probabilmente nativa dell’area persiana e armena, ma giunta a noi dalla Cina. Moltissimi alberi che ci regalano frutti a noi familiari, hanno in realtà antiche origini per noi esotiche. La bellezza di poterli coltivare nei nostri giardini non ha pari: qui scopriamo qualche segreto e qualche semplice accorgimento per avere sempre freschi quei frutti dolci, tipici dell’inizio dell’estate.

La pianta di albicocche

Le albicocche sono frutti gustosi, benefici in virtù del loro contenuto in beta carotene e molto saporiti se raccolti maturi, condizione che in un frutteto familiare si realizza senza problemi. Si tratta quindi di una pianta molto interessante da inserire in un giardino o in un frutteto, che con qualche accortezza può essere coltivata anche con metodi biologici.

come potare albicocco

Albero di albicocche (Foto©Pixabay)

Terreno

Il portinnesto determina l’adattabilità dell’albero a diversi tipi di terreno. Se innestato su franco l’albicocco rifugge i terreni pesanti ed umidi, inconveniente che non si presenta invece con portinnesti di mirabolano da seme.

Esposizione

Gli albicocchi, originari dell’Asia minore, amano il caldo, sopportano la siccità e temono le zone umide. Formano alberelli a cima arrotondata che si allargano con il tempo, raggiungendo in età adulta i 6/8 m di altezza. La fioritura bianca, precoce (verso fine febbraio/inizio marzo) teme le gelate tardive: i fiori muoiono a -2°C.

Messa a dimora

Per il trapianto dell’albicocco si scava una buca profonda e larga, indicativamente delle dimensioni di 70 x 70 x 70 centimetri, in caso di terreno pesante anche di più, per assicurare alle radici un buon volume di terra smossa. Se si tratta di mettere a dimora poche piante le buche si possono realizzare manualmente con una vanga o con un badile, mentre se il loro numero è consistente, ha senso avvalersi di una moto trivella. In ogni caso bisogna evitare di fare l’impianto durante i periodi di gelo, quando il terreno è compatto e impossibile da lavorare. Se la terra non è gelata da ottobre a marzo ogni momento è valido per la messa a dimora.

All’impianto si effettua anche una concimazione di fondo, che nella coltivazione biologica è basata su fertilizzanti organici e minerali di origine naturale. Tra i primi consideriamo il compost maturo, autoprodotto o acquistato, e il letame maturo, ma anche la cenere di legna, lo stallatico in pellets, la cornunghia. Tra i secondi ricordiamo soprattutto il solfato di potassio e magnesio e le farine di roccia. L’importante è che i fertilizzanti non vengano interrati in profondità, ma incorporati nei primi 20-25 cm di suolo. Ogni anno poi provvederemo a distribuire nuove dosi di questi benefici concimi eco-compatibili.

fiori di albicocco

Albicocco in fiore (Foto©Pixabay)

Concimazione

Il concime (completo e a basso dosaggio di nitrogeno) può essere aggiunto nel tardo inverno poi durante la produzione, per aiutare a supplire agli elementi nutritivi.

Fioritura

I fiori sono sessili (inseriti sul ramo senza peduncolo), ermafroditi, campanulacei, solitari o accoppiati e di colore bianco o rosaceo. La fioritura avviene, come in tutti i Prunus, prima della fogliazione.

Raccolto

Le piante di albicocche o coltivate a vaso o in frutteto, grazie a una buona potatura, sono relativamente basse e consentono una raccolta manuale interamente da terra, con bassa necessità di scale

Potatura e cimatura

L’albicocco produce al massimo e con maggiore qualità su rami più corti nati da diramazioni di legno invecchiato più di due-tre anni. Quindi non potare troppo o otterrai un raccolto scarso. Per i primi anni pota solo leggermente o per nulla. Taglia i butti più vecchi ogni quattro-sei settimane per farne produrre di nuovi, scegli quelli che non producono più frutti.

  • Se fai arrampicare l’albero al tutore dovrai potare in conseguenza. Fallo a inizio primavera prima che inizi la crescita.
  • Per un cespuglio di albicocche, pota i rami principali a inizio primavera. Negli anni, quelli centrali diverranno improduttivi perciò taglia un terzo dei rami principali dopo aver raccolto le albicocche. In questo modo promuoverai nuove crescite vigorose. Dipingi i tagli con vernice apposita o strofinali con alcool per evitare infezioni.
potare l'albicocco

Fiori albicocco (Foto©Pixabay)

Moltiplicazione della pianta di albicocche

La propagazione dell’albicocco avviene in modo analogo a quella del pesco. L’unico aspetto differente riguarda i portainnesti usati.

Quelli dell’albicocco possono essere suddivisi in 2 categorie principali:

I tradizionali sono chiamati franchi. Servano dal seme di varietà coltivate di albicocco e sono molto vigorosi. Hanno caratteristiche diverse l’uno dall’altro, per cui, una volta innestati, produrranno piante di dimensioni differenti.

L’altra categoria è quella dei clonali nanizzanti: derivano da varietà specificamente selezionate.

Una delle più importanti è la specie selvatica mirabolano (prunus cerasifera), da cui si ottengono frutti, non commestibili, simili alle ciliegie.

Le piante che si ricavano da questi portinnesti avranno dimensioni omogenee e una taglia piuttosto ridotta.

Portainnesti

I portinnesti tipici dell’albicocco sono il mirabolano, il susino e il pesco, ma anche il franco di albicocco. Al momento dell’acquisto delle piante bisogna chiedere al vivaista quali di questi portinnesti sono stati utilizzati e fare una scelta in base al nostro tipo di terreno.

Malattie e parassiti dell’albicocco

Nella coltivazione biologica è utile stimolare le difese naturali delle piante mediante irrorazioni frequenti di macerati come quello di equiseto, ricco di silicio, o di alcune farine di roccia che contengano questo minerale. Tuttavia, nel caso di attacco grave, e in via preventiva subito dopo piogge prolungate, è utile fare trattamenti a base di polisolfuro di calcio o a base di rame. L’importante, per un corretto utilizzo di questi prodotti, è leggere bene le etichette ed attenersi scrupolosamente a quanto riportato, evitando di eccedere. Ogni anno, in autunno, bisogna rastrellare via dal frutteto le foglie malate cadute a terra, se non erano state eliminate tempestivamente. Questo contribuisce a limitare l’infezione per l’anno successivo.

pianta albicocca

Albicocchi (Foto©Pixabay)

Coltivare albicocco in vaso

La coltivazione dell’albicocco è fattibile anche in vaso, anche se la pianta non si svilupperà come in piena terra. Per farla stare bene è necessario assicurare alle radici una buona quantità di terra, garantita da un vaso di buone dimensioni. Il substrato deve essere fertile e di qualità. L’ideale è miscelare vera terra di campagna al terriccio acquistato, insieme a una buona dose di partenza di compost o letame maturi. Ogni anno aggiungeremo nuove dosi di compost o letame, o metteremo stallatico in pellets, solfato di potassio e magnesio, oppure ancora irrigheremo con macerati fertilizzanti di ortica.

I vasi di terracotta traspirano di più rispetto a quelli in plastica, quindi le irrigazioni nei primi saranno più frequenti. Se la posizione in cui viene posta la pianta è molto assolata conviene evitare i vasi neri, che si scaldano molto e il calore concentrato potrebbe danneggiare le radici

Proprietà e Benefici

I medici arabi ne scoprirono le virtù farmacologiche: la usavano per curare il mal d’orecchi e anche per lenire i fastidi delle emorroidi. L’albicocca stimola la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta il ferro e dà colore al sangue, un frutto anti-anemia per eccellenza. Essa contiene molti zuccheri, sali minerali, e oligo-alimenti.

Dal seme dell’albicocca (armellina) si ricava tramite la pressione a freddo l’olio essenziale di albicocca. Contiene vitamina F che è importante biostimolatore per diversi processi fisiologici e biochimici nel nostro organismo.

Può essere usato per pelle secca e deteriorata, ha un effetto antirughe. Nutre e idrata, aiuta la sintesi di collagene e delle nuove cellule. Nutre e stimola la crescita dei capelli rendendoli elastici. E’ ideale come olio di base per maschera per viso e capelli e per massaggi tonificanti. Migliora la circolazione del sangue. Si assorbe bene dalla pelle lasciandola morbida e liscia.

Un’idea per una ricetta di bellezza con le albicocche – Maschera per viso: 10 ml di olio di albicocca si mischiano in 1 cucchiaio di panna e 1 albume di uovo. Applicare sul viso e lasciare per 10 minuti in posa.

Oltre alla vitamina F l’olio essenziale contiene  contiene Amigdolina (Laetrile) usata per curare malattie molto gravi.

L’impiego del laetrile in medicina risale ai tempi del grande erbario cinese il quale sembra abbia parlato di preparati a base di gherigli utili contro i tumori. Gli antichi medici egizi, greci, romani e arabi erano tutti perfettamente a conoscenza delle proprietà biologiche “dell’acqua di mandorle amare”. Celso, Scribonio Largo, Galeno, Plinio il Vecchio, Marcello Empirico e Avicenna impiegavano preparati contenenti laetrile per curare i tumori, e la stessa cosa dicasi per la farmacopea medievale.

varietà di albicocco

Coltivare albicocco (Foto©Pixabay)

Curiosità

Dalle zone di origine, la Cina, si è estesa lentamente verso ovest attraverso l’Asia centrale sino ad arrivare in Armenia (da cui prese il nome Armeniaca) dove, si dice, venne scoperta da Alessandro Magno. I Romani la introdussero in Italia e in Grecia nel 70-60 a.C., ma la sua diffusione nel bacino del Mediterraneo fu consolidata successivamente dagli arabi, infatti albicocco deriva dalla parola araba Al-barquq.

In origine si credeva fosse una piante maledetta che provocasse febbre.

Nella cosmesi popolare l’albicocca e’ stata sempre accoppiata alla cura della pelle. l’olio ottenuto dai suoi semi e’ molto efficace sia per il trattamento delle smagliature che delle rughe.

Varietà di alberi di albicocco

Fatta salva l’esigenza di mettere varietà autocompatibili a due a due per l’impollinazione, in un frutteto misto conviene piantare varietà diverse, con epoche di maturazione ben distribuite nell’arco dell’estate. Per esempio i primi di giugno maturano le albicocche della varietà “Antonio Errani”, saporite ed aromatiche; a fine giugno quelle del tipo “Amabile Vecchioni” dal sapore dolce e succoso; ai primi di luglio la “Bella di Imola”, verso la fine di luglio la “Albicocca Pisana”, ai primi di agosto la “Carlona tardiva”. Per provare qualcosa di insolito c’è poi la dolcissima Albicocca Bianca, che matura a giugno. Tutti i tipi menzionati sono resistenti alle comuni fitopatologie, requisito fondamentale in agricoltura biologica.

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Ultimo aggiornamento il 4 Luglio 2020 0:34

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