piante grasse

Coltivare caralluma fimbriata

Tra le piante di facile coltivazione bisogna annoverare necessariamente la caralluma fimbriata.

Questa succulenta pianta si presta alla coltivazione sia in vaso sia in giardino e costituisce una valida sostituta per le aiuole.  Largamente utilizzata e coltivata, questa è nota anche per le proprietà officinali di cui è dotata. Qui di seguito analizzeremo la caralluma fimbriata nel dettaglio.

La caralluma fimbriata

La caralluma fimbriata appartiene alla famiglia delle Apocynaceae e contiene al suo interno oltre 120 varietà di piante perenni. L’origine è africana ma si è diffusa spontaneamente anche in molte zone asiatiche e nelle Isole Canarie.

In Italia troviamo la pianta largamente diffusa nella fascia meridionale. La pianta è costituita da un fusto carnoso, dal quale nascono foglioline spinose di colore verde intenso. La caratteristica della caralluma fimbriata è il fiore, denominato anche stella del deserto, che presenta una carolla a forma di stella. Il colore è generalmente scuro e l’interno marrone, viola o, in casi meno diffusi, rosso. I frutti, invece, sono follicoli cilindrici e molto spessi, di colore verde e viola. Questi ultimi a maturazione completa si aprono e rilasciano due semi.

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Caralluma fimbriata (Foto©Instagram-zulyvilla22)

Esposizione e Terreno

Come si evince dalle zone di provenienza della caralluma fimbriata, questa necessita di luoghi caldi e soleggiati ed è per tale ragione che l’esposizione è fondamentale. Per poter godere di una copiosa fioritura è necessario piantarla in luoghi asciutti e soleggiati.

Questa pianta vive rigogliosa solo grazie ad alte temperature e mal tollera i climi rigidi. Si consiglia quindi la coltivazione solo in luoghi dove non si scenda mai al di sotto dei 5°C.

Non è difficile passeggiare ed imbattersi in una caralluma fimbriata nata spontaneamente, questo accade perché non ha molte pretese sul suolo. Il terreno ideale però è quello umido misto a sabbia grossa. E’ necessario prestare attenzione al terreno affinché sia ben drenato ed eviti così i ristagni idrici.

Irrigazione

Il terriccio umido della caralluma fimbriata necessiterà sempre di annaffiature regolari, da intensificare poi durante il periodo estivo. E’ importante essere abbondanti ma non esagerare e lasciare che il terreno si asciughi tra un’irrigazione ed un’altra.

Fioritura

Sebbene la caralluma fimbriata non sia particolarmente appetibile in termini estetici, i fiori costituiscono sicuramente una parte straordinariamente affascinante della stessa. Questi germogliano in estate o a fine estate ma vi sono casi in cui, temperature elevate permettendo, accade anche in autunno.

caralluma fimbriata

Oiantine grasse (Foto©Instagram-zulyvilla22)

Concimazione

La caralluma fimbriata è una pianta perenne che necessita di pochissime cure ma garantisce la massima resa. Tra queste bisogna ricordare di concimare il terreno dalla ripresa vegetativa fino a estate inoltrata. Si consiglia durante questo periodo di utilizzare del fertilizzante liquido e specifico da sospendere durante la stagione fredda. Si consiglia di concimare con prodotti poveri di azoto.

Coltivare caralluma fimbriata in vaso

L’unico grande nemico della caralluma fimbriata è il clima rigido. Per questo motivo in molti decidono di coltivarla in vaso o in fioriere di terracotta. È necessario che il vaso vada posto in una zona molto luminosa e asciutta. Al suo interno andrà inserito terreno specifico e ricco di sostanze organiche. Le irrigazioni dovranno essere regolari e vige anche in vaso la regola del lasciare che il terreno si asciughi tra una somministrazione ed un’altra. Il rinvaso si effettua in primavera.

Moltiplicazione

Quando si parla di moltiplicazione, la caralluma fibriata fornisce una duplice scelte: quella per divisione di cespi e quella per talea.

Nel primo caso è importante assicurarsi che la pianta sia adulta e robusta, questo servirà ad evitare inutili traumi alle radici. Una volta assicurato ciò, si può procedere alla separazione dei cespi più folti con radici ben sviluppate e si impiantano su un terreno ben drenato.

Nel caso della moltiplicazione per tale, invece, si scelgono porzioni di fusti robusti che andranno tagliati con un coltello ben affilato. Andranno poi fatti asciugare per almeno due giorni e soltanto dopo piantati direttamente nel terreno di coltivazione.

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Caralluma fimbriata (Foto©Instagram-
behin_dthe_lens)

Malattie e parassiti

La caralluma fimbriata gode di ottima resistenza ma non per questo non presenta vulnerabilità di fronte a noti nemici. Innanzitutto il marciume radicale dovuto ai ristagni idrici, causati spesso da un terreno poco drenato o dalla troppa abbondanza d’acqua. Se l’intervento al marcio non è immediato, la diffusione può compromettere rapidamente la vitalità della pianta.

Anche i parassiti possono insidiarsi sulla coltivazione, in particolare la caralluma fimbriata, teme gli attacchi della cocciniglia farinosa che può causare ammassi polverosi e bianchi tra gli steli più interni e meno esposti al sole. Questi ammassi polverosi causati dalla cocciniglia, possono essere facilmente rimossi manualmente con un batuffolo di cotone.

Varieta di Caralluma

La caralluma fimbriata si è largamente diffusa in Africa, Asia ed Europa meridionale. Nel tempo ha collezionato in natura oltre 120 varietà di piante perenni appartenenti alla stessa famiglia.

Tra queste bisogna necessariamente annoverare la caralluma burchardii, pianta perenne a portamento arbustivo che presenta fusti alti circa 60 cm dal caratteristico colore verde/grigio. Questa può essere coltivata in pieno solo e nei terreni aridi perché non teme la siccità.

Troviamo poi la caralluma mumbyana, di origine Europea e dall’aspetto molto simile a quello di un cactus. Questa è costituita da piccoli steli eretti dai bordi seghettati e foglie di piccoli millimetri. Tra le maggiormente diffuse in Europa troviamo proprio la caralluma europea, una pianta di piccole dimensioni che non supera i 13/15 cm di altezza. Questa è caratterizzata da piccoli ciuffetti di steli quadrangolari privi di foglie e di colore grigio/verde. Durante la fioritura queste piccole piante perenni vengono impreziosite da fiori a forma di stella che sbocciano in cima agli steli.

Usi

Gli usi della caralluma fimbriata oscillano dall’esposizione ornamentale, all’utilizzo officinale, a quello culinario. Soprattutto in India questa pianta è presente in abbondanza, complice anche una temperatura più che favorevole, ed è proprio qui che viene largamente utilizzata a scopo alimentare. Impiegata sia come verdura cotta, condita con spezie e sale, sia cruda.

Sugli usi medicinali della caralluma ci sono ancora numerose scuole di pensiero e la sua azione non è del tutto chiara. Le teorie maggiormente accreditate confermano che abbia la capacità di aumentare la serotonina. Ha inoltre la capacità di ridurre sensibilmente l’appetito ed è quindi un ingrediente fondamentale per alcuni prodotti che aiutano la cura dell’obesità.

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Ultimo aggiornamento il 19 Ottobre 2021 0:02

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