cavoletti di bruxelles
Cavolini di bruxelles (Foto©Pixabay)
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Da sempre molto apprezzati in ambito culinario, pochi sanno che i cavoletti di Bruxelles, contrariamente alle origini belghe che può far pensare il nome, sembrerebbero avere origini italiane.

In Belgio ci sono arrivati grazie ai legionari romani, che importarono in quelle terre questo ortaggio dalle già note proprietà benefiche e che ben si prestava a quel tipo di suolo.

I cavoletti di Bruxelles

I cavoletti di Bruxelles, definiti in modo più corretto come cavolotti di Bruxelles, sono una varietà di Brassica oleracea, una famiglia di ortaggi di cui fanno parte tutti i tipi di cavoli e colture similari, come il cavolfiore, la verza, il cavolo nero, il cavolo cinese, il broccolo nero, il cavolo cappuccio, il cavolo rapa e molte altre.
Questa tipologia di piante ha un ciclo di sviluppo vegetativo biennale: nel primo anno rafforza le radici, gli steli e le foglie, nel secondo la pianta produce le prime inflorescenze, i frutti e i semi; infine muore.

Particolari sono le foglie, tondeggianti e dalla colorazione verde chiaro, che crescono in germogli sferici, molto addensati e serrati, dalla tipica forma a rosetta, con cui la pianta si scherma durante la dormienza dei mesi più freddi. Rosette che riconosciamo immediatamente nel cavolo tradizionale a cui siamo abituati, come il cappuccio e la verza, e che diversificano molto i cavoletti di Bruxelles.

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Durante i primi 4-5 mesi del ciclo vitale queste gemme fogliari crescono lungo tutto il fusto della pianta, all’ascella fogliare, in modo molto compatto, creando una conformazione a grumolo, e raggiungendo un diametro massimo di 3-4 cm. Sono quindi dei veri e propri mini-cavolo cappuccio della grandezza di una noce: da qui il perché di ‘cavolini’. In genere un esemplare comune arriva a produrne anche 30-40, nonostante le dimensioni modeste del fusto, la cui lunghezza massima può sfiorare appena il metro. Esistono anche cavoletti nani, alti massimo 70 cm, con cavolini più piccoli, perciò adatti alla coltivazione in vaso.

I fiori, come si è accennato, spuntano a partire dal secondo anno di piantagione, successivamente al raccolto, e sono tendenzialmente gialli, a quattro petali lunghi e raggruppati.

il cavoletto di bruxelles

Coltivare cavoletti di Bruxelles: quando e dove

I cavolini di Bruxelles non sopportano né il troppo freddo né il troppo caldo ma prediligono climi freschi e umidi, in cui le piogge sono abbondanti. Per questo si adattano facilmente alle terre nordiche dal clima temperato freddo, come il nord Italia, sempre laddove le temperature si mantengano al di sopra dei 5°.
Avendo un ciclo vegetativo medio-lungo, il periodo migliore per seminare e successivamente trapiantare i cavoletti varia a seconda di quanto si è lontani dall’equatore. È preferibile iniziare la coltivazione in primavera per zone più fredde, come il Nord Italia, così da avere il raccolto pronto ad agosto, prima del gelo invernale.

È, invece, consigliato piantare i cavolini a fine estate, in territori dal clima più temperato, come quelli del centro-sud Italia, così da evitare il caldo torrido estivo.

Terreno

La pianta predilige terre dal pH neutro ma si adatta a qualsiasi composizione del suolo. L’importante è che la terra sia ben lavorata in profondità per consentire una sufficiente areazione e un buon drenaggio.

Esposizione

Grande attenzione deve essere fatta nel non esporre la piantina al sole diretto, per evitare bruciature. Per questo motivo è preferibile posizionare i cavoletti parzialmente ombreggiati.

Trapianto

Come si è detto, tanto il trapianto che la semina non sono soggette ad un rigido calendario e dipendono molto dal clima del territorio in cui si pianta. Per quanto riguarda la disposizione nell’orto, c’è da dire che i cavoletti, pur avendo una crescita verticale, hanno bisogno di un’adeguata distanza di trapianto: la migliore disposizione per i cavoletti comuni è a filari regolari distanziati circa 60 cm sulla fila ed 1 metro tra le file, mentre per la varietà nana possono essere lasciati 30 cm di distanza sulla fila e 50 tra le file.

cavoletti bruxelles
Broccolo di bruxelles (Foto©Pixabay)

Irrigazione

Come tutti i cavoli, anche il cavolino di Bruxelles ha bisogno di un elevato apporto idrico, in particolar modo nelle prime fasi di sviluppo. Se nel periodo autunnale sono d’aiuto le piogge, nel periodo estivo si rende necessario intensificare l’irrigazione artificiale. Il sistema più adatto è quello d’irrigazione a goccia, che può essere costruito artificialmente, tramite cisterne e tubi, ma che si può ottenere anche in modo totalmente naturale tramite la pacciamatura.

Pacciamatura

La pacciamatura è una pratica agricola che consente di ottimizzare la coltivazione. Particolarmente utile per le coltivazioni in ambiente secco, la tecnica consiste nel coprire il terreno attorno alle colture con strati di cortecce, foglie, fieno, fino a creare una copertura simile a quella che normalmente accade nel sottobosco.

Lo scopo è quello di creare una barriera isolante tra terreno ed aria che fa da schermo protettivo per le radici, mantiene la temperatura del terreno uniforme, impedisce la crescita di erbe infestanti e soprattutto blocca l’evaporazione dell’acqua. Acqua che si deposita la notte sotto forma di rugiada, e che rimane bloccata negli strati di pacciamatura, creando durante tutto il giorno, un effetto di irrigazione a goccia naturale.

Concimazione

Per creare una buona base agronomica, che incentivi una crescita rigogliosa del cavoletto di Bruxelles, è consigliabile una concimazione di fondo, in modo da aumentare la concentrazione di sostanze nutritive assimilabili dalla pianta.

Letame e compost sono l’ideale, ma gli esperti consigliano di alternare la coltura dei cavoletti con quella di piselli, fave, lattughe e fagioli; ortaggi che arricchiscono il terreno di azoto, elemento fondamentale per la crescita della pianta.

Raccolto

Il momento giusto per il raccolto si ha quando i cavoletti raggiungono dimensioni adeguate; in genere dopo circa 6 mesi dalla semina, quando raggiungono 3 cm circa di diametro. Le dimensioni dipendono molto dalla varietà della pianta. Importante è evitare di raccogliere tardivamente i cavolini perché il rischio è quello di farli indurire ed ingiallire.

Generalmente si iniziano ad asportare i germogli partendo dalla parte bassa del fusto madre, proseguendo man mano verso l’alto, ed esercitando una leggera torsione con le dita. Può essere utile facilitarsi con un coltello. L’operazione potrà richiedere anche due settimane, per staccare anche i germogli più tardivi.

broccoli di bruxelles
Cavoletto bruxelles (Foto©Pixabay)

Potatura e cimatura

La pianta inizierà a produrre i germogli laterali solo in una fase successiva a quella di produzione delle foglie e crescita del fusto. Una volta che sarà arrivata all’altezza massima e avrà iniziato a produrre i primi cavoletti, può essere conveniente cimare la gemma apicale e potare le foglie del fusto alla cui base stanno crescendo i germogli. Così facendo sarà possibile indirizzare le capacità nutritive della pianta nell’accrescimento dei cavoletti.

Moltiplicazione della pianta di cavoletti di Bruxelles

La riproduzione avviene per semina perché le piantine già sviluppate sono più difficili da trovare. Come è stato già detto, la semina può effettuarsi tra aprile ed agosto, anche se il mese ideale è giugno. Si consiglia di porre i semi nel semenzaio, in solchi dalla profondità di 2 cm. Il semenzaio deve essere ben concimato, umido, e tenuto lontano dalla luce diretta. Passati 45 giorni inizieranno a comparire le prime coppie di foglie e le piantine saranno pronte per essere trapiantate.

Malattie e parassiti dei cavoletti di Bruxelles

I cavoletti di Bruxelles sono particolarmente soggetti ad infestazioni dell’afide ceroso dei cavoli: un pidocchio verde, dalla sottile patina cerosa biancastra, che si riunisce in grosse colonie e si insinua tra le foglie dei germogli. Questi esserini a volte invisibili si nutrono della linfa vegetale creando deformazioni e ingiallimenti.

Negli esemplari giovani possono arrestarne la crescita. Se ci si accorge in tempo dell’infestazione può essere sufficiente utilizzare del semplice sapone di Marsiglia. Quando l’infestazione è invece più importante è possibile optare per l’olio di neem. Ma siccome prevenire è meglio che curare, è consigliabile trattare le piante con macerato d’aglio o d’ortica, che tengono lontano lo spiacevole insetto.

Il nemico più temuto dei cavolini è però la Cavolaia. Come si evince dal nome, questo lepidottero, dalla forma adulta di farfalla bianca, ha una predilezione per i cavoli su cui innesta le uova, da cui escono bruchi giallo-neri estremamente voraci delle foglie più tenere.

Nella prevenzione e nella lotta contro questo fastidioso insetto ci vengono in aiuto varie tecniche: rotazione della coltura, consociazioni di piante di pomodoro, applicazione di macerato di pomodoro o polvere di roccia micronizzata.

Come per le sorelle brassicae, il cavoletto di Bruxelles è soggetto all’ernia del cavolo, che colpisce con escrescenze tumorali tanto l’apparato radicale che la parte bassa del fusto. Tumori che quando sono sulle radici, sono difficilmente riscontrabili, e che portano la pianta ad un progressivo ingiallimento delle foglie e ad un appassimento generale. Si può prevenire attuando un’adeguata rotazione delle colture, evitando di piantare la stessa famiglia di piante sul medesimo terreno ed eliminando immediatamente le piante malate, bruciandole lontano dal resto delle colture.

Coltivare cavoletti di Bruxelles in vaso

Per chi non dispone di un orto può tranquillamente optare per la piantagione in vaso, alla quale il cavoletto di Bruxelles ben si presta. Può essere conveniente scegliere la specie nana del cavoletto di Bruxelles, che è anche quella dal ciclo vegetale e produttivo più veloce.

L’ideale è un vaso abbastanza profondo, almeno 40 cm, così da dar modo alla pianta di sviluppare per bene l’apparato radicale. La terra da usare è quella classica per le piante da orto, da fertilizzare organicamente, e predisposta ad un adeguato drenaggio applicando della perlite sul fondo del vaso.

Consociazioni

Come precedentemente accennato, esistono ortaggi che scacciano i parassiti più comuni dei cavolotti di Bruxelles. Oltre al pomodoro adatto a scacciare Cavolaie, altre piante come il rosmarino, la salvia e il sedano emanano un odore sgradevole per i parassiti, ed è per questo utile progettare un orto ad hoc.

Proprietà e Benefici

Perfetto per le diete, il cavoletto di Bruxelles ha un contenuto calorico basso, elevate percentuali d’acqua ed è ricco di fibre; cosa che gli conferisce un conseguente effetto saziante. È ricco di vitamine idrosolubili, come la vitamina B6, la vitamina C e la vitamina K. Non ci si aspetta che sia anche un alimento dal discreto contenuto di proteine vegetali, avendone un quantitativo maggiore rispetto le altre tipologie di cavolo.

Ha un alto contenuto di potassio e manganese, in percentuali tali da consentire ad una singola porzione di cavolotti di coprire il fabbisogno giornaliero.
Ultimo ma non meno importante è il contenuto di zolfo, colpevole del caratteristico odore che si percepisce durante la cottura, che contrasta la crescita di cellule tumorali e favorisce lo smaltimento di sostanze tossiche nel fegato.

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Ideatrice e blogger di Coltivare.info, fin da piccola ho vissuto in campagna insieme ai miei genitori che coltivavano e ai miei zii che discutevano di vino e periodi giusti per seminare.

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