cavolfiore quando si pianta

Come coltivare cavolfiori

Il cavolfiore appartiene alla famiglia delle Crucifere (cavolo, la rapa, il ravanello etc.) Il suo nome è unione delle parole latine ‘caulis’, ovvero fusto e ‘floris’, ovvero fiore. Gli Arabi hanno portato in Spagna la pianta, che si è poi diffusa in tutta Europa grazie alla sua coltivazione relativamente semplice, anche se più complessa del cavolo o del broccolo. In Italia è oggi coltivata su tutto il territorio ed usata in una gran quantità di ricette.

Coltivare cavolfiori

Per coltivare il cavolfiore dobbiamo assolutamente rispettare le sue esigenze ambientali, specialmente in ambito di terreno e clima.

cavolfiore quando si pianta

Fiori di cavoli (Foto©Pixabay)

Terreno

Il terreno ottimale contiene molta sostanza organica, è di medio impasto tendente all’argilloso, quindi duro, ma non troppo compatto; è importante che non ci siano ristagni d’acqua, il PH ideale si aggira tra i 6,5 e i 7,2, cioè neutro.

Clima

La pianta preferisce un clima temperato-fresco e non tollera temperature al di sotto di 0 °C. Le gelate, in qualsiasi stagione, danneggiano la pianta in modo irrimediabile, perciò questa va sempre protetta adeguatamente durante i mesi invernali. Le alte temperature invece provocano decisamente meno danni. La temperatura ottimale per la germinazione, o fase iniziale della crescita, è intorno ai 20-23 °C; al di sotto dei 5-6 °C la crescita si arresta. Durante la fase delle infiorescenze invece, la pianta preferisce temperature leggermente più basse, intorno ai 12-15 °C.

Semina e trapianto

La semina più appropriata per il cavolfiore si sceglie in base alla varietà divisa in precoce o tardiva. Per la precoce o la media maturazione è più adatta la “semina in ambiente protetto”. Questa si effettua in un letto freddo da metà settembre a metà ottobre o in un letto caldo, ovvero in serra, a gennaio o febbraio. In entrambi i casi i semi devono essere distribuiti in file a distanza di almeno 10 centimetri, vicini l’uno all’altro e in modo uniforme; successivamente quando le piantine saranno alte tra i 10 e i 15 centimetri con almeno 6-7 foglie già sviluppate, si dovranno trapiantare in pieno campo, proteggendole sempre dalle basse temperature. Per la maturazione tardiva è più adatta la “semina in pieno campo”, effettuata nei mesi di marzo e aprile. I semi devono essere distribuiti in file di solchi molto piccoli, pressati per far bene aderire la terra ai semi, distanziate circa 70-80 centimetri l’una dall’altra.

piante di cavolfiore

Coltivazione cavolfiore (Foto©Pixabay)

Irrigazione

La pianta di cavolfiore deve essere annaffiata o bagnata molto spesso, in modo particolare se la piantina è ancora in fase di crescita, quindi piccola. Se non sente abbastanza la presenza dell’acqua la pianta si apre su se stessa e i fiori si allungano e distanziano, rovinando del tutto il raccolto.

Concimazione

La concimazione del cavolfiore deve essere molto abbondante, come tutte le piante della stessa specie essa esige terreni molto fertili, ricchi di materia organica e di Azoto, Fosforo e Potassio.

Raccolto

La pianta pronta per la raccolta si nota molto facilmente, in quanto la sua parte floreale è pienamente sviluppata e compatta, non presenta buchi o imperfezioni. Quando si individua il momento giusto è meglio raccogliere subito il cavolfiore piuttosto che lasciarlo sul terreno esposto alle intemperie, che potrebbero facilmente rovinarlo, anche a crescita ultimata.

come coltivare i cavolfiori

Coltivare cavoli (Foto©Pixabay)

Malattie e parassiti dei cavolfiori

Le malattie non insorgeranno nella pianta di cavolfiore se il terreno sarà trattato in maniera corretta e gestito e controllato costantemente. Per questo motivo le principali cause di danno alla pianta sono gli insetti e le larve. Ad esempio la “cavolaia” un tipo di bruco, che si nutre della pianta intera distruggendola. La larva si combatte con l’utilizzo di insetticidi biologici completamente innocui per gli animali, le altre piante e per l’uomo. Un’altra causa di danno alla pianta sono gli afidi, detti anche “pidocchi delle piante”. Sono piccolissimi insetti (1-3 millimetri), impossibili da vedere ad occhio nudo, che si riproducono velocemente e facilmente e sono resistenti alle cure fitosanitarie. Questi insetti si riuniscono in colonie, nella parte inferiore della foglia della pianta, dove succhiano la linfa direttamente dai vasi conduttori.

I danni sono provocati dai fori sulle foglie, che a loro volta causano una perdita di elementi nutritivi con conseguente ingiallimento e deformazione delle foglie stesse. I rimedi chimici sono spesso costosi e provocano danni di altro tipo, perciò per eradicarli è necessario adottare un altro tipo di misure di tipo agronomico, ad esempio la distruzione col fuoco dei fusti delle piante dopo il raccolto, la consociazione con piante di tipo aromatico (salvia, rosmarino, etc.) per tenere lontani gli insetti o l’incentivo alla biodiversità, specialmente tramite la rotazione delle colture. Quest’ultima risulta di vitale importanza per la pianta ed è necessario che a seguire il cavolfiore non sia un’altra pianta crucifera, mentre si può ottenere un ottimo risultato facendola seguire da piante di legumi (lenticchie, piselli, fave, etc).

Coltivare cavolfiori in vaso

Per la coltivazione dei cavolfiori in vaso le raccomandazioni non sono molto differenti da quelle della coltivazione su terreno. Occorre terriccio ricco di nutrienti, sodo ma non troppo duro, irrigazione frequente ma non troppo da causare ristagno d’acqua, attenzione agli agenti atmosferici e agli insetti che potrebbero rovinarlo.

piantare cavolfiore

Semina cavolfiore (Foto©Pixabay)

Proprietà e Benefici

Il cavolfiore è un alimento sano e nutriente, contiene vitamine K,C e B6 e molti minerali utili per la salute come il ferro e il potassio. Si ritiene che sia uno degli ortaggi più utili alla salute in assoluto, questo grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti, le quali consentono una prevenzione per il cancro, le malattie cardiache e contrastano l’aumento di peso.

Varietà di cavolfiori

Le varietà di cavolfiore si distinguono per durata del ciclo di coltivazione in 3 gruppi, distinti anche in base al colore delle infiorescenze.

  1. Varietà precoci: comprendono tutte le varietà che maturano dalla metà di settembre alla metà di novembre e sono di colore bianco, ad esempio la ‘Palla di neve’.
  2. Varietà a maturazione media: comprendono tutte le varietà che maturano dalla metà di novembre alla metà di gennaio e sono di colore viola o verde, ad esempio la ‘Verde di macerata’.
  3. Varietà tardive: comprendono tutte le varietà che maturano oltre la metà di gennaio e sono di colore viola o verde, ad esempio la ‘Gigante di Napoli’.
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Piantare cavolfiori (Foto©Pixabay)

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