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Il rafano è una verdura di facile coltivazione apprezzata in Nord Europa ma coltivata e apprezzata anche in Italia, come ad esempio in Basilicata.

Si tratta di una radice con sapore piccante e deciso utilizzata come erba aromatica oppure per creare delle salse piccanti. Il rafano ha diversi appellativi, uno di questi è Cren o Kren, che riprende il nome della salsa che si prepara con le sue radici. Inoltre un nome davvero divertente con cui viene chiamato il rafano è Barbaforte.

La pianta di rafano

Il nome scientifico di questo ortaggio è Armoracia rusticana. Questa pianta appartiene alla famiglia delle brassicacee, quindi imparentata con i cavoli.

Si tratta di una pianta erbacea perenne che inoltre assomiglia esteticamente al rapanello. Il rafano ha una crescita molto importante, le sue foglie grandi possono creare un cespo che può raggiungere anche gli 80- 100 centimetri d’altezza, di colore verde scuro. Ciò che è davvero importante di questa pianta è la sua radice abbastanza lunga, grossa e succosa di colore bianco.

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Il rafano produce i suoi fiori che sbocciano d’estate, soltanto dopo il secondo anno di vita, ossia dopo che si saranno formati i fusti floreali. Ha una caratteristica davvero importante il rafano, ossia migliorare, in senso chimico il terreno in cui viene impiantato. È inoltre in grado di eliminare i nematodi dal terreno in cui viene ospitato. Infatti spesso alcuni esperti agricoli spostano il rafano in terreni da recuperare o troppo sfruttati per farli riprendere al meglio.

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Coltivare rafano: quando e dove

Il rafano è davvero di facile coltivazione. Piantato nel punto giusto può fare tutto da solo. Possiamo decidere di sfruttare alcuni spazi all’ombra che altrimenti non sarebbero molto utilizzati, perché per molte piante l’ombra risulta poco efficace per la crescita, mentre il rafano ama i posti poco soleggiati.

Terreno

Il terreno è un aspetto fondamentale soltanto per ottenere un sapore migliore delle radici, ma non importante per la crescita della pianta stessa. Infatti si adatta ad ogni tipo di terreno, anche a quelli più poveri. Come dicevamo prima, è in grado di rigenerare i terreni troppo sfruttati. Il terreno ideale però è quello fresco e permeabile, con una buona fertilità e sostanza organica.

Esposizione

Come anticipato nei paragrafi precedenti, il rafano non ama il sole diretto, anzi darà il suo meglio se piantato in un posto all’ombra. Quindi possiamo sfruttare ogni parte del nostro orto, anche quelli all’ombra, che altrimenti rimarrebbero vuoti.

Essendo una pianta che resiste meglio al freddo rispetto al caldo, viene coltivato soprattutto in Italia settentrionale.

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Trapianto

Il trapianto di questa pianta viene fatto per talea. Si consiglia di interrare i pezzi di radice a circa 50 centimetri di distanza tra di loro, visto che si tratta di una pianta di grande sviluppo e a circa 10 centimetri di profondità nel terreno. Questa operazione è indicato farla durante il periodo primaverile, più o meno nei mesi tra marzo e aprile. Non si può coltivare il rafano partendo dai semi, perché la specie di rafano rusticano non produce semi.

Irrigazione

L’irrigazione è fondamentale per ottenere un buon raccolto. Il terreno non deve mai seccarsi, infatti va irrigato con frequenza in caso fosse coltivato dove il clima è più caldo. La quantità d’acqua non deve essere eccessiva, anzi si rischierebbe di rovinare la radice, ma bisogna tenere soltanto umido il terreno. Si consiglia di applicare la pacciamatura per garantire l’umidità ideale per più tempo.

Concimazione

La concimazione deve essere fatta soprattutto al momento dell’impianto con del compost domestico o dell’humus di lombrico. Perché il terreno più risulta ricco di sostanza organica più le radici avranno un sapore gradevole, ideale per creare la salsa da cui prende anche il nome Cren.

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Fioritura

Precedentemente abbiamo parlato dei suoi bellissimi fiorellini bianchi, che sbocciano soltanto dopo qualche anno dall’impianto, ossia dopo essersi formati i fusti floreali. Questi meravigliosi fiori bianchi, che sbocciano in estate, daranno un aspetto davvero bello al vostro orto, tanto che il rafano venga scelto spesso solamente per l’aspetto estetico che garantisce all’orto in cui viene impiantato.

Raccolto

Si raccolgono le radici soltanto dopo il secondo o il terzo anno di coltivazione, perché la radice deve raggiungere una dimensione sostanziosa. Il periodo di raccolta va dall’autunno e si prolunga per molti mesi anche durante l’inverno.

Bisogna cercare di essere il più delicati possibile quando si raccolgono le radici mature, infatti basterà smuovere e togliere la terra circostante per estrarre tutta intera la radice dalla terra. Le radici avranno un aspetto diverso a seconda della varietà ma saranno abbastanza grandi per essere pronti a l’utilizzo in cucina.

Si consiglia di sacrificare durante il raccolto alcune radici, tagliarle a pezzetti e lasciarle nel terreno così da continuare e mantenere la produzione.

Potatura e cimatura

Ciò che va sicuramente reciso della pianta sono gli scapi floreali perché dopo la fioritura non sono utili alla pianta, anzi impediscono il corretto sviluppo delle radici e del loro sapore. Bisogna stare attenti anche alle piante infestanti durante il periodo iniziale dello sviluppo del rafano, poiché non risulta ancora in grado di difendersi da solo.

Ma successivamente, quindi quando l’ortaggio avrà raggiunto un certo sviluppo non avrà più bisogno di aiuto, perché non lascerà più spazio di crescita alle erbe infestanti.

Moltiplicazione della pianta di rafano

Moltiplicare il Cren è molto facile, si spacca in pezzi il rizoma e si ripiantano nel terreno, come si farebbe con le patate, per intenderci. Di solito questo procedimento può essere effettuato nei periodi primaverili o autunnali. Così si potranno avere nel proprio orto più possibilità di raccolto negli anni successivi.

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Malattie e parassiti del rafano

Essendo una pianta molto forte non ha paura degli attacchi parassitari, infatti non ha bisogno di trattamenti particolari di difesa. L’unico parassita nemico sono le altiche, ossia il parassita dei cavoli, che può essere combattuto con dei prodotti specifici consigliati dal vostro negozio di fiducia. Si tratta però di un attacco parassitario molto raro, da cui è in grado di difendersi da solo.

Coltivare rafano in vaso

Essendo una pianta che raggiunge delle dimensioni abbastanza grandi, è possibile coltivarla in vaso? Certamente, bisogna solo seguire alcune regole e dare maggiore cure al terreno, all’irrigazione e ovviamente all’esposizione. Le stesse regole citate nei paragrafi precedenti vanno seguite anche per la coltivazione in vaso. Quindi bisogna lasciare la pianta in una posizione di mezza ombra, irrigare non aspettando che il terreno si secchi troppo e muovere un pochino il terreno, in modo da tenere la terra soffice, così da dare lo spazio per la crescita della radice.

Consociazione

Partiamo con il dire che il rafano predilige appezzamenti di terreno dove non ci sono altre piante, così da poter raccogliere da sé ogni tipo di nutriente di cui ha bisogno. Ma se si ha la necessita di coltivare più piante nello stesso terreno le piante con cui può trarre maggiori vantaggi sono le bietole, carote, carciofi, spinaci, fave, rape, prezzemolo, pomodoro, fagioli, piselli e invidia.

Inoltre può essere coltivato accanto alla lattuga che conferisce al rafano un sapore meno piccante.

Proprietà e benefici

La radice di questo ortaggio contiene molta vitamina B1 e anche vitamina C. Pertanto viene consigliato il suo consumo per aiutare la digestione, risolvere alcuni problemi respiratori o semplicemente per prevenire le influenze stagionali.

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Ultimo aggiornamento il 27 Settembre 2022 14:54
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Ideatrice e blogger di Coltivare.info, fin da piccola ho vissuto in campagna insieme ai miei genitori che coltivavano e ai miei zii che discutevano di vino e periodi giusti per seminare.

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