coltivare castagno

Come coltivare castagno

La castagna costituisce il frutto più ambito in periodo invernale e accoglie il piacere di tutti. Sebbene i più siano abituati a vederle già insacchettate e pronte da mangiare, alcuni preferiscono raccoglierle negli imponenti castagni. Questo albero da frutto è audace nelle dimensione ed è per tale ragione che non si troverà nei giardini ma piuttosto in aree boschive.

Il castagno

Il castagno è un albero mediterraneo da frutto che può raggiungere i 25 metri di altezza e la cui coltivazione è diffusa in stato semi selvatico in zone che presentano un clima invernale mite. Il fusto è tozzo e ben sviluppato e in cima troviamo una folta chioma di fogliame allungato, lanceolato e di colore verde chiaro.

Appena germogliate le foglie presentano peluria che ben presto cade lasciandole lisce e lucide. Questo albero rientra in quelli monoici, quelli sui quali sbocciano sia fiori maschili sia fiori femminili. I primi sotto forma di amenti gialli mentre i secondi alla base degli amenti maschili. I frutti del castagno sono acheni e nascono all’interno di un involucro semi legnoso e spinoso che conosciamo come riccio. All’interno di questo involucro vengono prodotte in media 3 castagne.

fiori di castagno

Castagno pianta (Foto©Pixabay)

Terreno

La coltivazione del castagno necessita di alcune cure, prima tra tutte la scelta del terreno sul quale piantarlo. Questo albero necessita di un terreno sciolto e profondo. Risultano favorevoli per la coltivazione i terreni ricchi di scheletro con pH di 5-6, preferibilmente pianeggianti o leggermente in pendenza. Da evitare invece i terreni calcarei e compatti.

Esposizione

Per questo imponente albero le esigenze espositive non sono eccessive. La resistenza permette di coltivarlo nelle zone più disparate e ha dimostrato di resistere anche a climi rigidissimi. E’ importante però, per favorire la resa del raccolto, scegliere zone lontane dall’ombra di grandi alberi o boschi limitrofi.

Irrigazione

Gli alberi di castagno ben sviluppati non hanno particolari esigenze in fatto di irrigazione. Quando la pianta è giovane è necessario intervenire a intervalli di 20 giorni soltanto nel periodo di maggiore caldo. Quando il clima prevede piogge è necessario poi fermare qualsiasi intervento.

coltivazione castagno

Piantagione di castagne (Foto©Pixabay)

Concimazione

Per i primi 2 anni del castagno è importante somministrare un composto organico a base di fosforo e potassio. Oltre a questo passaggio è consigliato, inoltre, utilizzare delle leguminose che possano fornire alla pianta un ulteriore apporto di sostanze organiche. Ad anni alterni poi sarà utile inserire letame animale in misura di 30 quintali ogni 1000 metri quadrati.

Fioritura

I fiori di castagno costituiscono la parte meno artistica di questo albero. Lo sboccio avviene tra maggio e giugno e i fiori si presentano poco appariscenti, di forma allungata e giallicci e profumati. Il castagno è un albero monoico e produce quindi fiori sia femminili sia maschili.

Raccolto

L’aspetto più interessante del castagno sta sicuramente nel raccolto e il successivo bottino che ne comporta. La raccolta delle castagne avviene in autunno quando il riccio si stacca dall’albero e cade sul terreno inerbito, La castagna va poi staccata dal riccio con strumenti adeguanti; in genere vengono utilizzati paletti di castagno.

castagno immagini

Foglie di castagno (Foto©Pixabay)

Potatura e cimatura

Quando si parla di potatura di castagno in genere si sceglie sempre di procedere a forma libera o naturale. Una scelta pratica ma anche economica. Nei primi anni ci si concentrerà sulla formazione di una buona struttura di base che sarà poi la guida degli anni a venire oltre che sostegno per la crescita verticale.

Moltiplicazione della pianta di castagno

La moltiplicazione degli alberi di castagno può avvenire per seme con una semina effettuata prima in piccole aiuole, dove i semi verranno distanziati 10-15 cm gli uni dagli altri. Una volta passato il primo anno andranno eliminate le piante più deboli a favore di quelle forti e vigorose. Soltanto in seguito al terzo anno si può procedere con gli innesti.

Un altro metodo di moltiplicazione per il castagno è la messa a dimora diretta attraverso l’uso di piante precedentemente innestate in vivaio, da effettuare preferibilmente nel periodo autunnale. In questo caso vanno praticate grosse buche per l’impianto che dovrà avere una dimensione minima di un metro cubo. Per favorire la moltiplicazione dell’albero di castagno è utile ricorrere a due innesti: quello a gemma e quello a doppio spacco inglese.

Malattie e parassiti del castagno

E’ importante monitorare questo gigante dai saporiti frutti affinché malattie fungine e parassiti non danneggino la coltura. Le malattie che interessano questa pianta sono in numero elevato tra cui: cancro batterico della corteccia, cancro rameale, mal dell’inchiostro, oidio, ruggine del castagno e cancro nero. Non è esente dal far proliferare anche insetti che possono danneggiare sia la pianta sia il frutto come gli afidi, il balanino o il ragnetto rosso.

foto di castagne

Castagna albero (Foto©Pixabay)

Proprietà e Benefici

Le castagne non sono solo succulenti frutti ma presentano anche una serie di vantaggi, proprietà e benefici. Per secoli questo frutto è stato considerato il pane dei poveri ma nel tempo ha dato ampio spazio agli usi più disparati.

Innanzitutto bisogna tener presente che nella buccia marrone, grande e resistente vi è una polpa che ha straordinarie caratteristiche energetiche e nutritive ed è il motivo per il quale di questo frutto non va sprecato nulla. Il frutto inoltre è ricco di fibre e minerali ed è considerato un vero toccasana per chi soffre di anemia e stanchezza psicofisica. Il loro apporto di acido folico, inoltre, li rende straordinariamente utili durante le gravidanze tanto da prevenire malformazioni fetali. Via libera quindi all’uso in cucina della castagna che aiuta la digestione, protegge le funzioni celebrali, rinforza i muscoli, rigenera i nervi, contiene antiossidanti e riequilibra la flora batterica.

Differenza tra marroni e castagne

Un errore nel quale è facile incappare è quello di non differire il marrone dalla castagna. Sebbene sia molto semplice confondere i due frutti, in realtà esiste un decreto Regio del 1939 che ne sancisce la diversità. In genere quando si parla di castagna si tende ad accorpare sotto il nome un numero vasto di frutti ma in realtà la castagna viene prodotta dalla pianta selvatica, conosciuta anche come albero del pane. Quando l’uomo ha deciso di intervenire sul restyling con potature e innesti ha dato vita a un ibrido che nel corso del tempo ha creato il marrone, più grande e prodotto singolo all’interno del riccio.

albero castagno

Castagno albero (Foto©Pixabay)

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