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Pianta cumino (Foto©Pixabay)
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Il cumino è una pianta non difficile da coltivare che ci regala dei semini profumati e saporiti da utilizzare come aroma in cucina, ma anche delle foglie commestibili che si possono mangiare a insalata (in realtà l’intera pianta è commestibile, ma non viene mangiata).

Spesso si sente nominare anche come cumino dei prati, in riferimento al fatto che cresce spontaneamente nei prati, soprattutto del nord Italia e dell’arco alpino.

La pianta di cumino

La pianta appartiene ad una specie chiamata carum carvi ed è della famiglia delle Apiaceae, come altre specie aromatiche quali aneto, coriandolo, etc. La pianta è formata da una radice di colore bianco, un fusto sottile alto tra i 60 e gli 80 cm di colore verde, dal quale partono ramificazioni fin dalla base.

Il primo anno sviluppa una rosetta di foglie di forma allungata un po’ ruvide, nella primavera-estate successiva a questo evento compaiono i fiori di colore bianco, raccolti in infiorescenze a ombrella. Dai fiori in seguito si sviluppano i piccoli frutti di colore giallo ocra o marrone chiaro, che sono acheni di forma ovoidale, dai quali si prelevano i semi, piccoli e neri, che sono lo scopo della coltivazione e il principale elemento da consumare a tavola.

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Pianta di cumino (Foto©Pixabay)

Coltivare cumino: quando e dove

Il ciclo di vita del cumino è biennale, si tratta di una pianta che riesce a screscere spontanea nei prati e se le lasceremo troppo spazio nel nostro orto, lasciandola andare a seme e non curandoci di togliere i suoi rimasugli, potrebbe anche diventare infestante. Per questo e per altri motivi, si consiglia di non coltivare il cumino sullo stesso appezzamento di terreno, anzi di lasciar passare almeno 4 anni tra una coltura di cumino e l’altra sullo stesso pezzo di terra. È molto importante mantenere i dintorni puliti dalle erbe infestanti.

Terreno

Il terreno ideale per il cumino è a PH leggermente basico e molto fertile, ma anche a PH neutro andrà bene, mentre non sono per niente adatti quelli con PH acido, nemmeno se leggermente. Occorre quindi misurarlo prima di procedere alla semina. Preferisce una composizione del terreno sciolta e drenante piuttosto che umida e compatta, poiché teme i ristagni d’acqua.

Esposizione

La posizione più adatta per il cumino è al sole, ma al riparo dal vento (il che evita anche la perdita dei semi prematura). Predilige il clima temperato e non ama crescere in climi troppo caldi, ma in realtà è una pianta rustica in grado di resistere a temperature anche molto basse o molto elevate.

Semina

La semina del cumino avviene direttamente in pieno campo, a spaglio oppure in buchette di circa 3 cm, solitamente si esegue all’inizio della primavera. I semi sono molto piccoli, perciò bisogna fare attenzione maneggiandoli a non perderli e a distribuirli il più uniformemente possibile. Questi si possono acquistare in qualsiasi rivenditore di prodotti agricoli e anche online, inoltre dopo il primo acquisto non si avranno difficoltà a reperire altri semi dalla vostre stesse piante.

Prima della messa a dimora bisogna assicurarsi di aver lavorato bene il terreno e averlo reso soffice, se la coltura precedente non è lontana e se era stata concimata o se ha lasciato fertilità residua, non sarà necessario fertilizzare di nuovo, in caso contrario questo è il momento di spargere del compost sul letto di semina.

La semina può anche essere effettuata in semenzaio protetto, se siete particolarmente preoccupati delle temperature. Le piantine devono trovarsi a una distanza minima di 25 cm l’una dall’altra, quindi in caso di semina ricordatevi di diradarle una volta spuntate.

coltivazione cumino
Semi di cumino (Foto©Pixabay)

Irrigazione

Irrigare inizialmente è indispensabile, per le prime settimane di vita l’operazione va effettuata anche quotidianamente. In seguito, se la primavera porta piogge frequenti, non sarà più necessario e basterà bagnare il terreno solo quando si asciugherà del tutto. In genere una o due volte a settimana dovrebbero essere sufficienti.

Concimazione

Come concimazione a seguito della semina sarà sufficiente diluire un fertilizzante nell’acqua dell’irrigazione una volta al mese. Prima della semina utilizzare fertilizzante naturale sul letto di semina solo se il terreno era particolarmente povero.

Fioritura

La fioritura compare per la prima volta nella primavera successiva alla semina, in ogni caso dopo la comparsa della rosetta di foglie allungate del primo anno di vita.

Raccolto

La raccolta dei semi e delle altre parti commestibili della pianta deve essere portata a termine nel mese di luglio, al massimo di agosto dell’anno successivo alla semina. Se dovessero tardare potrete osservare il colore delle ombrella, quando saranno gialle vuol dire che i semi sono maturi.

Prima di raccogliere i semi le ombrelle vanno messe da parte e lasciate essiccare per qualche giorno, in seguito possono essere battute e da esse ricavati i semi. I semi sono piccoli e possono essere conservati in un barattolo di vetro, al sicuro dall’umidità possono essere consumati anche per molto tempo dopo la raccolta.

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Cumino spezia (Foto©Pixabay)

Moltiplicazione della pianta di cumino

La pianta di cumino si moltiplica per seme. Basterà lasciare andare a seme alcune delle piantine e poi raccogliere i semi e conservarli fino al periodo della semina successiva. Funzionerà anche lasciare alcune piante sul campo per far spargere i semi in maniera automatica, ma non è consigliabile a causa della probabilità che diventi infestante e per via del fatto che non si deve coltivare il cumino sempre sullo stesso pezzo di terra.

Malattie e parassiti del cumino

Il cumino è una pianta molto rustica e raramente viene attaccata dai comuni parassiti animali come afidi e cocciniglia. Tra le varie malattie fungine è parecchio suscettibile alla Muffa bianca, al mal bianco o oidio, al Pythium, un fungo che provoca il marciume delle radici e danni al fogliame se il terreno non è ben drenato. Le foglie tenere e saporite sono oggetto delle attenzioni delle lumache che amano gustarle.

Coltivare cumino in vaso

Il cumino è perfettamente coltivabile anche in vaso basta seguire gli stessi accorgimenti che si seguono per la coltivazione in campo. La dimensione del vaso non è molto importante, ma sarebbe meglio avere una sola piantina per ogni vaso, per evitare che più piante si rubino i nutrienti a vicenda.

Consociazioni

È consigliabile consociare il cumino con le patate, i cavoli, le rape e i cetrioli, mentre è sconsigliabile consociarlo con il finocchio che ha un aroma ugualmente forte.

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Coltivare cumino (Foto©Pixabay)

Proprietà e Benefici dei semi di cumino

Questa spezia molto antica è nota per le sue proprietà digestive, espettoranti, antispasmodiche, lenitive e antisettiche. I semi sono una buona fonte di ferro, si consigliano alle donne nel periodo mestruale o in gravidanza e allattamento, ai bambini e agli adolescenti in crescita e a tutti coloro che desiderano potenziare le difese immunitarie. Da non sottovalutare sono anche le proprietà dimagranti del cumino, sembra che consumarne almeno 3 grammi al giorno aiuti l’organismo a bruciare più rapidamente il grasso sottocutaneo in particolare localizzato nell’addome. Infine secondo recenti stui il cumino è anche molto utile alla prevenzione di ogni tipo di cancro.

Varietà di cumino

Di cumino esistono molte varietà e non tutte appartenente alla stessa famiglia ad esempio:
• Il cumino dei prati, è la varietà che cresce spontanea ed appartiene alla famiglia delle Apiacee;
• Il cumino, è la varietà più conosciuta di cui si consumano i semi, appartiene anch’essa alla famiglia delle Apiacee;
• Il cumino nero, è diverso dalle precedenti ed è più pregiato, i suoi semi si usano per il pane o per gli olii essenziali, appartiene alla famiglia delle ranunculaceae

Curiosità

In cucina, i semi o la polvere del cumino vengono utilizzati come spezia per insaporire pane, focacce rustiche, primi piatti, carni e anche per la realizzazione di un gustoso liquore digestivo. Nelle cucine esotiche il cumino viene molto utilizzato in vari modi. Le foglie se raccolte tenere possono essere mangiate nelle insalate miste. Le radici invece possono essere bollite e consumate nei minestroni.

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Ultimo aggiornamento il 27 Settembre 2022 10:40
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Ideatrice e blogger di Coltivare.info, fin da piccola ho vissuto in campagna insieme ai miei genitori che coltivavano e ai miei zii che discutevano di vino e periodi giusti per seminare.

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