Come coltivare l’oleandro

L’oleandro è un arbusto sempreverde che troviamo spesso nei vasi delle abitazioni, dai colori vivaci e dal buon profumo.
La particolarità di questa pianta è il suo veleno, pericoloso per l’uomo. L’oleandrina, sostanza all’interno dell’oleandro, se ingerita, può portare a conseguenze più lievi come nausea, vomito e diarrea ma anche a peggiori come aritmie e arresti cardiaci.
I colori caratterizzano questa pianta. La si può trovare in diversi colori, dal bianco al rosa, dal giallo al rosso, comprendendo tutte le varie sfumature.

Temperature e periodo dell’anno adatto

L’oleandro preferisce il caldo, per questo il suo clima perfetto è temperato, soleggiato e protetto dal freddo. La coltivazione è molto diffusa in città in quanto è una pianta resistente e di unico scopo ornamentale. Si preferisce quindi coltivarlo da marzo a maggio, per favorire l’attecchimento. Può essere coltivato ovunque ma l’importante è che la temperatura non scenda sotto lo zero. Temperature sotto zero possono portare alla bruciatura delle foglie e successivamente alla morte dell’intera pianta. Per proteggere la pianta in periodi freddi si consiglia sempre di proteggere le radici con cartoni e paglia, con la tecnica della pacciamatura, e ricoprire l’arbusto con un telo. In caso di tanto freddo, con eventuali gelate, la pianta va mantenuta in un luogo luminoso e riparato come può essere ad esempio dentro casa (garage, ecc).

Preparazione al terreno, coltivazione e potatura

La coltivazione più diffusa è quella in vaso. L’oleandro si sviluppa ad albero, alto anche fino a sei metri, e grazie a questa sua composizione si possono creare interi viali colorati.
In caso non si opti per il vaso ma per la coltivazione a terra, prima della coltivazione bisogna estirpare erbacce e sassi, poi creare una buca larga e profonda 50 centimetri. Allargare e di stendere le radici e inserire la pianta nel buco finché la parte superiore della zolla non è a livello del terreno. Le piante necessitano di 1-1,5 metri di distanza l’una dall’altra.

Bisogna tenere conto di compiere alcune potature, soprattutto se si sceglie la coltivazione in vaso, perché può raggiungere livelli di fioritura molto ampi. La potatura svolge una funzione importante in quanto, non solo riduce le dimensioni della pianta ma la cura dalla rogna. Bisogna potare l’oleandro ad agosto, dopo la prima fioritura estiva, e, se si vuole, in primavera accorciarli di pochi centimetri per permettere una migliore fioritura. Un’altra potatura, più drastica ma utilizzata per ringiovanire la pianta, consiste nel tagliare tutti i rami da minimo 15 a massimo 25 centimetri dal terreno.

La coltivazione non è difficoltosa ma bisogna stare attenti a diversi punti importanti. La zona della coltivazione deve essere soleggiata per permettere la corretta fioritura. Il terreno deve avere caratteristiche precise: una parte di sabbia a grana grossa, due parti di terra di foglie o terricciato di letame e infine due parti di terriccio da fiori.

L’irrigazione deve essere costante e abbondante e, nel caso la coltivazione avvenga in vaso, si suggerisce di non utilizzare sottovasi per far fuoruscire l’acqua.

Malattie e parassiti

Malattie e parassiti non sono molte ma comunque possono dar fastidio alla pianta e anche al proprietario.
Malattie che si possono verificare sono legate al ristagno dell’acqua e comprendono le malattie fungine e la rogna, già preannunciata. La fumaggine e la septoriosi sono opera di funghi invasivi.
La rogna, causata da un batterio, è una malattia molto brutta che distrugge in tutti i sensi la piante: compaiono dei tubercoli cancerosidi colore scuro in tutte le parti della pianta, dalle foglie ai frutti, dai rami alle foglie. Le piante maggiormente colpite da questa malattia sono giovani e hanno fioriture sporadiche. Per prevenire questa malattia è consigliato utilizzare prodotti a base di rame dopo la potatura e sterilizzare cesoie e forbici, dato che si contrae anche da tagli e potature sbagliate.
La septoriosi attaccano le foglie della pianta e producono macchie grigiastre con contorni neri, simili a bruciature. Se la malattia arriva al picciolo la foglia si stacca. Per prevenire, evitare ristagni d’acqua e l’utilizzo di un’acqua piuttosto calcarea. Per curare, usare prodotti a base di rame.

Tra i parassiti di questa pianto possiamo annoverare gli afidi, i ragnetti rossi e le cocciniglie. Gli afidi attaccano fogli e fiori dell’oleandro e si allontanano o con prodotti specifici oppure con le coccinelle. Le cocciniglie invece sono facilmente notabili in quanto sono piccoli batuffoli di cotone bianco o nero e per rimuoverli servono lavaggi con acqua e sapone neutro oppure con un batuffolo di ovatta imbevuto di alcool.

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