borgotaro funghi

Funghi borgotaro

Il fungo borgotaro è un prodotto ortofrutticolo italiano a indicazione geografica protetta.

Il fungo borgotaro

La commercializzazione del fungo di Borgotaro è menzionata per la prima volta nel XVII secolo nella “Istoria di Borgo Val di Taro” scritta da Alberto Clemente Cassio, nativo di Borgotaro e canonico presso la corte del papa. In un passo del testo infatti, il Cassio narra come in autunno si facesse ampia raccolta e vendita degli “inodorati boleti” che, messi sotto sale, venivano “trasmessi ad altri paesi”.

Egli dice anche che la produzione e raccolta del fungo avveniva nei boschi di faggi, abeti e, a quote inferiori, castagni, all’interno di una foresta che cresceva senza interruzioni sino ai confini del ducato di Parma con la repubblica di Genova. Questi boschi di castagno e faggio (le abetine purtroppo sono andate perdute) si possono facilmente riconoscere nella zona che va dalla valle del torrente Cogena sino alla località di Montegroppo, nella valle del torrente Gotra.

Nel 1928 venne istituito ad Albareto un mercato specifico per la vendita del fungo fissato in due giorni infrasettimanali. Per regolamentare e proteggere dallo sfruttamento sconsiderato una risorsa così preziosa e pregiata, venne costituita nel 1964 dal Consorzio delle Comunalie Parmense una prima riserva per la raccolta sostenibile dei funghi: la Comunalia di Boschetto di Albareto; nel giro di alcuni anni anche gli altri comuni limitrofi istituirono analoghe riserve, per tutelare il fungo e razionalizzarne la raccolta.

Il riconoscimento di indicazione geografica protetta avvenne nel 1996.

il fungo di borgotaro

Crescita funghi borgotaro (Foto©Instagram-ristorante800)

Dove si coltiva il borgotaro

Nominativo mercantile preservato dal bollo Indicazione Geografica Tipica (IGP) del fungo porcino colto nelle aree Appenniniche risulta essere il Fungo di Borgotaro.

La zona legalizzata per la coltura del fungo porcino risulta:

  • Toscana (Massa Carrara): Pontremoli e Zeri;
  • Emilia Romagna (Parma): Borgo Val di Taro, Berceto, Albareto, Compiano, Tornolo e Bedonia.

L’area emiliana della zona di produzione e raccolta è delimitata a nord dal torrente Cogena, lungo tutto il suo corso a partire dal crinale spartiacque sino alla sua confluenza con il Taro che avviene presso Ostia Parmense; l’area segue quindi ad est, il crinale di confine provinciale e regionale sino al monte Gottero, nel comune di Albareto.

A sud il territorio è delimitato dallo spartiacque che va dal Gottero sino al Lago Secco, seguendo poi in direzione ovest l’omonimo rio sino alla confluenza con il torrente Gotra che segna a sua volta il confine sino alla sua confluenza con il Taro. Il confine nord-nord ovest dell’areale è marcato dal Taro stesso sino alla confluenza del già menzionato Cogena.

L’areale toscano della zona di produzione è rappresentato da una porzione di Lunigiana inclusa nel comune di Pontremoli delimitata dal torrente Civasola ad est, dal corso del fiume Magra sino alla confluenza con il Magriola, dal corso del Magriola sino al torrente Betigna e dal confine del comune di Zeri sino al passo dei Due Santi.

fungo borgotaro

Porcino borgotaro

Proprietà e benefici

Il fungo non rientra all’interno di un determinato complesso di cibi, bensì tende ad essere utilizzato come fosse un ortaggio o una verdura. Apporta un ridotto quantitativo calorico, riforniti specialmente da amminoacidi e peptidici. Ridotto è l’apporto di carboidrati e lipidi. Presentano al loro interno molecole prebiotiche, catalogate sotto forma di fibre. Risulta privo di colesterolo.

Per quanto concerne l’apporto vitaminico, risulta essere ricco di Vitamina B1, B2, niacina e vitamina D. Ridotti sono i quantitativi di sali minerali, come ferro, potassio e fosforo. Adatti a qualsiasi programma nutritivo, il fungo porcino non presenta lattosio e glutine seppur possa comportare patologie allergiche.

Adoperati all’interno di regimi alimentari vegetariani e vegani, vengono consumati all’interno di regimi ebraici, musulmani ed indù. Non presentano controindicazioni per quanto concerne il nutrimento di persone aventi eccesso di peso o malattie legate all’anabolismo. Il dosaggio opportuno apporta 50 Kcal ogni 200 gr.

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Ultimo aggiornamento il 24 Novembre 2020 0:12

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