caladium
Pianta con foglie a cuori (Foto©Pixabay)
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Il caladium o caladio è una pianta tropicale, originaria del sud America, soprattutto del Brasile, che si coltiva a scopo di giardinaggio, esposizione o decorativo, ormai anche in Europa, dove sono nate molte piante ibride, incroci tra le varie specie.

È apprezzata in modo particolare per le sue foglie variopinte e può essere inserita in giardini durante la bella stagione ma è soprattutto utilizzata per la decorazione degli interni.

La pianta di caladium

Il genere caladio racchiude attualmente circa 15 specie diverse, sono tutte perenni e caratterizzate dalle foglie decidue e dallo stop delle attività durante il periodo invernale. La pianta non ha fusto, possiede un rizoma dal quale spuntano direttamente le foglie. Queste sono a forma di cuore o di lancia e sono molto grandi, si notano subito anche grazie ai loro colori sgargianti.

I fiori sono invece piccoli e profumati, generalmente di colore bianco o verde e del tutto simili a quelle della Calla (le piante sono della stessa famiglia).

Questi però non sono in realtà nemmeno fiori, ma soltanto foglie modificate per lo scopo di proteggere dentro di esse le piccole infiorescenze, che sarebbero altrimenti esposte alle intemperie, chiamate Spata. Il fiore è quindi in realtà la piccola asta che si vede al centro della Spata e viene chiamato Spadice. Lo spadice porta nella parte alta i fiori maschili e nella bassa quelli femminili.

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Caladium (Foto©Pixabay)

Come coltivare caladium

Questa pianta non è semplicissima da coltivare, in quanto ha delle esigenze climatiche molto specifiche e ne soffre molto se non vengono rispettate. È tipica delle foreste pluviali, quindi la cosa che meno ama è la diretta esposizione alla luce solare.

Ama crescere ben protetta e con temperature miti, che non cambino improvvisamente, ottimali intorno ai 15 o 20 gradi centigradi; tollerate se superiori ma non se inferiori. Necessitano anche di un ambiente privo di umidità e ben ventilato, ma senza correnti d’aria. Rimane abbastanza impegnativo darle l’ambiente di cui necessita all’interno di un appartamento, soprattutto in inverno (troppo freddo) e in estate (troppo caldo).

Terreno

Il terreno ideale è composto da torba e sabbia, che lascino drenare bene l’acqua. Facile da preparare in un vaso, un po’ meno in piena terra, se non si ha già a disposizione un terreno con simili caratteristiche.

Irrigazione

Il caladio va annaffiato ogni giorno, con una modesta quantità d’acqua, che non sia in eccesso. Durante il periodo estivo se la temperatura è superiore ai 20 gradi, si può arrivare ad innaffiare una  o due volte in più a settimana, mentre durante l’inverno e l’autunno, ovvero appena avrà perso tutte le foglie, si deve sospendere totalmente l’apporto d’acqua, anche perché la pianta è in dormienza.

Concimazione

Durante il periodo primavera-estate si concima ogni 15 giorni utilizzando un fertilizzante liquido messo insieme all’acqua dell’irrigazione.

Fioritura

Il caladio fiorisce, temperatura permettendo, alla fine dell’estate. I fiori come già detto sono abbastanza piccoli e insignificanti, soprattutto se comparati con la magnificenza delle sue foglie.

caladium pianta
Caladium seguinum (Foto©Pixabay)

Potatura

Il caladio non si pota, bisogna semplicemente eliminare le foglie secche o ingiallite, per evitare che siano veicolo di malattie parassitarie. Questa operazione si deve effettuare con un attrezzo per il taglio ben disinfettato (possibilmente alla fiamma), per evitare infezioni.

Moltiplicazione

Il caladium si moltiplica per semi o per divisione dei rizomi. La tecnica da impiegare si sceglie tenendo presente che con i semi interviene la variabilità genetica, perciò se avete coltivato una pianta dalle caratteristiche perfette e che volete mantenere, dovete procede dividendo i rizomi per ottenere una pianta identica.

Moltiplicazione per semi: si effettua tra Gennaio e Febbraio in contenitori non molto profondi, per poi effettuare un rinvaso o piantarle in terra. Si deve avere cura di distribuire i semi in modo più uniforme possibile in file, dentro un apposito terriccio per semi, spingendoli giù per interrali un poco, tramite un pezzetto di legno piatto. Una volta pronti vanno bagnati con acqua mista a fungicida, per proteggerli dai funghi, e ricoprirli con un foglio di plastica trasparente, che si possa sollevare per mantenere l’umidità costante. Il contenitore deve essere tenuto ad una temperatura costante di 20 gradi circa e al buio. Dopo la germogliazione, si può rimuovere il telo di plastica e aumentare gradualmente la luce. Tra tutte le piante ci saranno sicuramente quelle meno forti e vigorose, occorre individuarle ed eliminarle così da lasciare spazio a quelle migliori. Si trasferiscono in vaso con l’arrivo della primavera o a primavera inoltrata a seconda della temperatura alla quale dovete esporle.

Moltiplicazione per divisione dei rizomi: per prima cosa occorre tagliare i rizomi e dividerli, facendo attenzione a lasciare almeno 2 germogli su ognuno di essi. In secondo luogo trattare la zona del taglio con una soluzione fungicida e lasciare asciugare. Interrare i rizomi ad una profondità di 3 centimetri in vasi di piccole dimensioni, di massimo 10 cm di diametro. Tenere i vasi ad una temperatura di circa 27 gradi centigradi e innaffiare raramente, circa una volta a settimana. Quando la pianta avrà emesso la sua quarta foglia sarà pronta ad essere spostata in vasi più grandi o in terra. A questo punto andrà regolarmente annaffiata e concimata, come le piante adulte.

Malattie e parassiti

La pianta può essere attaccata da afidi, in questo caso necessita di un trattamento con antiparassitario, rivolgetevi al vostro rivenditore di fiducia per consigli su qualità e quantità, ma uno comune da giardinaggio dovrebbe comunque andar bene.

Per quanto riguarda le malattie, non ce ne sono di specifiche di cui la pianta soffra, ma potete accorgervi se qualcosa non va dalle foglie; se queste dovessero essere gialle e appassite, significa che la pianta non è innaffiata adeguatamente oppure è esposta a correnti d’aria fredda, se invece le foglie appaiono più che altro deboli, significa che la temperatura del luogo dove si trova è troppo bassa.

pianta tropicale
Pianta ornamentale (Foto©Pixabay)

Varietà di caladium

Esistono numerosi tipi di Caladium tra cui:

  • Caladium Bicolor, è il più diffuso e anche il più incrociato, ne esistono infatti tanti ibridi che variano nei colori, di solito però presenta foglie bordate di verde rosse all’interno con screziature bianche, i fiori sono di colore bianco-giallo;
  • Caladium X Hortolanum, questo tipo presenta delle particolari foglie molto sottili che sembrano quasi carta al tatto, i colori delle foglie e dei fiori possono variare;
  • Caladium Humboldi, è il tipo più resistente, perciò il più adatto ad essere coltivato in appartamento, si tratta di una pianta leggermente più piccola come dimensioni anche delle foglie e dei fiori, i quali sono di colore bianco;
  • Caladium Picturatum, questo tipo non è molto diffuso e ha foglie lunghe e strette con al centro screziature bianche molto evidenti;
  • Caladium Steudneriforium, anche questo è uno dei tipi meno diffusi e ha foglie cuoriformi, di consistenza cerosa, di colore verde brillante e leggermente screziate di bianco.

Curiosità

Il suo nome significa letteralmente “pianta dalle radici commestibili”, questo indica che molto probabilmente in passato veniva mangiata o per scopi alimentari o per scopi medici. Si tratta però di una pianta velenosa, in tutte le sue parti, e particolarmente pericolosa specialmente se ingerita dagli animali domestici, i quali potrebbero per assurdo trovarla appetitosa.

Ideatrice e blogger di Coltivare.info, fin da piccola ho vissuto in campagna insieme ai miei genitori che coltivavano e ai miei zii che discutevano di vino e periodi giusti per seminare.

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