carciofi coltivazione

Come coltivare carciofi

Il carciofo è un ortaggio della famiglia delle composite, coltivato e selezionato fin dai tempi antichi, di origine mediterranea. Sono numerose le varietà di carciofi conosciuti, dal carciofo romanesco, al catanese e al rosso di Sardegna, comunque che siano mammole o violetti il metodo di coltivazione è sempre lo stesso.

A differenza della maggior parte degli ortaggi il carciofo è una pianta perenne, che quando le temperature sono elevate entra in fase di dormienza, per resistere a estati torride e siccitose, si risveglia se riceve molta acqua. La sua coltivazione è tipicamente invernale o primaverile.

Terreno e clima per carciofi

La pianta di carciofo richiede un ph del terreno compreso tra 6 e 6,5 e il suolo ideale deve essere sciolto e drenante. Le radici del carciofo sono fittonanti quindi è particolarmente importante la fase di preparazione della terra: prima di piantare occorre lavorare il terreno in profondità con una vangatura accurata, in terreni pesanti meglio vangare più di una volta.  Oltre alla lavorazione prima di fare un impianto nell’orto occorre anche predisporre una buona concimazione di fondo, che arricchisca bene il terreno della carciofaia.

Per la coltivazione biologica si useranno fertilizzanti di origine naturale, vanno benissimo letame maturo oppure compost. La terra della carciofaia deve mantenere l’umidità bene, questo è importante in particolare durante il periodo di raccolta, perché la pianta sentendo siccità potrebbe entrare in dormienza anticipata. Contestualmente deve essere anche un suolo che eviti il ristagno di acqua, fonte di malattie funginee che possono provocare marciumi. ad esempio fusarium e peronospora.

periodo carciofi

Carciofo coltivazione (Foto©Pixabay)

Clima

Il carciofo è una pianta che predilige un clima mite, sbalzi di temperatura e inverni troppo rigidi possono danneggiare la pianta. Serve anche che si abbia una buona esposizione solare.

Come creare una carciofaia e cosa è il sesto di impianto

Sesto di impianto. I carciofi chiedono spazio: si piantano nell’orto a file distanti uno o due metri tra loro, lasciando un metro tra una pianta e l’altra lungo ogni fila. Il sesto d’impianto considera sia le dimensioni della pianta che il fatto che si tratta di una coltivazione che dura più di un anno, è importante infatti prevedere spazio per protrarre la carciofaia nel tempo

Coltivazione di carciofi: la semina

Come la gran parte delle piante anche il carciofo può essere seminato, il periodo ideale per farlo è tra febbraio e marzo in semenzaio protetto. Se vogliamo metterlo direttamente a dimora in campo invece deve esser seminato nell’orto ad aprile oppure a maggio (a seconda della zona climatica in cui si coltiva). Chi semina in semenzaio dovrà trapiantare la piantina di carciofo nel mese di maggio, al momento del trapianto si deve irrigare con abbondanza e continuare poi a bagnare regolarmente per le prime settimane.

periodo dei carciofi

Pianta carciofo (Foto©Pixabay)

Irrigazione

Il carciofo è una specie in grado di completare il ciclo colturale sfruttando le sole acque meteoriche nella maggior parte degli areali di coltivazione italiani. Tuttavia, per fornire elevate produzioni di buona qualità, secondo un calendario di raccolta ben programmato, necessita di apporti idrici supplementari, poiché le precipitazioni non sempre sono sufficienti a soddisfare i fabbisogni idrici della coltura.

La frequenza degli interventi irrigui e i volumi di adacquamento dovrebbero essere tali da garantire un accrescimento regolare della coltura, evitando l’insorgere di fenomeni di stress idrico che si ripercuotono negativamente sulla precocità e sulla pezzatura dei primi capolini. Inoltre, stress idrici durante il ciclo colturale potrebbero causare effetti negativi anche sulla formazione delle gemme dei rizomi, con ripercussioni deleterie sulla coltura dell’anno seguente

Per il carciofo è molto diffuso il metodo irriguo per aspersione a bassa intensità di pioggia con impianti mobili o stanziali. Questi ultimi trovano utilità anche per l’irrigazione climatizzante (antige- lo e per ridurre la temperatura e il deficit di pressione di vapore dell’aria responsabili dell’atrofia dei capolin). Per quest’ultimo scopo trova utile applicazione anche il metodo irriguo localizzato a bassa pressione a spruzzo. Tuttavia negli ultimi anni si è sempre più diffuso il metodo irriguo localizzato a goccia con ali disperdenti adagiate sul terreno lungo i filari, disponendo i gocciolatori a distanze variab ili in funzione della tessitura dei terreni.

Concimazione

Emerge chiaramente che gli interventi fertilizzanti più opportuni sarebbero quelli eseguiti al risveglio, poco prima della differenziazione, o al momento della scarducciatura, all’emissione dei capolini principali e prima della produzione finale primaverile. Questi quattro interventi si riferiscono principalmente all’azoto, il quale per le note perdite per dilavamento, va distribuito più volte fino a raggiungere di un totale di 150-200kg/ha, valore che sale fino 500kg/ha per le cultivar meridionali a ciclo produttivo più lungo. Tale modello ideale per le carciofaie precoci può essere esteso anche alle tipologie tardive tenendo conto della maggiore lentezza iniziale dei ritmi di accrescimento e della notevole esigenza della pianta, dalla differenziazione dell’apice alla raccolta dei capolini. Il fosforo, malgrado le limitate asportazioni colturali, va adeguatamente somministrato in quanto, nei terreni calcarei e con pH superiore a sette, tende ad immobilizzarsi. In un carciofaia normale e su un terreno normalmente dotato di calcare andrebbero distribuiti una decina di quintali per ettaro per anno di perfosfato minerale, in uno o più intervanti curandone l’immediato interramento. La distribuzione di 3-4q/ha di fosfato biammonico al risveglio consentirebbe di operare una buona concimazione azotata e fosfatica di base. Il potassio viene asportato dal carciofo in grandi quantità; una buona parte di questo,però, torna al terreno con i residui colturali, considerando inoltre che tale elemento è generalmente ben presente nei nostri terreni, l’uso di fertilizzanti potassici si riduce al mantenimento di un buon livello della componente facilmente assimilabile dalla pianta. Quindi pochi quintali di solfato potassico, interrato al risveglio, dovrebbero garantire un buon risultato produttivo.

quando piantare i carciofi

Come coltivare i carciofi (Foto©Pixabay)

Potatura: Scarducciatura e dicioccatura del carciofo

Riproduzione da polloni (marzo/aprile oppure settembre/ottobre). I polloni del carciofo, detti anche “carducci” sono quei germogli che vengono prelevati dalla base della pianta e che hanno un anno di vita. I carducci possono essere usati per ottenere nuove piante, propagando la coltivazione. Per farlo si tagliano i polloni con la loro porzione di radice, scegliendo quelli già sviluppati con almeno 4-5 foglie, lunghi 25/40 cm. Questa operazione si fa durante la primavera (tra marzo e aprile) oppure in autunno (tra settembre e ottobre).

Messa a dimora degli ovuli (luglio e agosto). Come vedremo in seguito si possono riprodurre i carciofi anche usando ovuli ottenuti durante l’operazione di diccioccatura. In alcune zone anche questi ovuli vengono chiamati carducci, in realtà gli ovuli sono germogli non schiusi, mentre i carducci sono quelli già sviluppati (polloni). Per piantare gli ovuli si smuove il suolo, si concima abbondantemente e si mette l’ovulo nel terreno a 4 cm di profondità. L’ovulo deve essere impiantato durante il periodo di dormienza estivo, quindi luglio o agosto

Raccolto

Il carciofo si raccoglie quando il capolino ha le giuste dimensioni e le punte sono ancora ben chiuse. Se si lascia invecchiare sulla pianta il carciofo diventa duro: più è maturo e più si indurisce, se conservato per molto tempo appassisce. La raccolta è scalare: per le varietà primaverili, adatte al clima del centro nord, avviene da fine febbraio per tutta la primavera, mentre i carciofi autunnali coltivati meglio in sud Italia si raccolgono da settembre o da ottobre.

carciofo pianta

Coltivazione del carciofo (Foto©Pixabay)

Riproduzione

La propagazione del carciofo può avvenire in due modi: per via sessuata, cioè con la riproduzione da seme, o per via vegetativa sfruttando la sua naturale predisposizione ad emettere nuove piante dalle gemme del rizoma.

La riproduzione da seme (quindi sessuata), pur essendo tecnicamente fattibile, non ha alcun interesse per le coltivazioni italiane, poiché, a causa del forte grado di eterozigosi delle nostre varietà, le piante nate da seme avrebbero caratteri del tutto diversi ed eterogenei rispetto allo standard varietale.

La propagazione vegetativa tradizionale segue metodi diversi secondo il tipo di ciclo colturale, ma si può riassumere in due tipi: la propagazione per ovoli e quella per carducci.

Gli ovoli sono porzioni di rizoma ingrossate provviste di una o più gemme. Per attuare la propagazione per ovoli si asportano i rizomi dalle vecchie carciofaie all’inizio dell’estate.

Da questi vengono separati gli ovoli, messi a pregermogliare per uno o due giorni e poi piantati in un periodo che va dalla seconda metà di giugno fino agli inizi di agosto.

Consociazioni

Il carciofo non andrà riseminato ogni anno, è infatti quel genere di coltura che può rimanere sullo stesso terreno per 7 o 8 anni, anche se è consigliabile rinnovarla ogni 3 o 4 se vogliamo avere una produzione più importante.

Può precedere o seguire qualsiasi ortaggio, ma non se stesso: vale dire che dove c’è stata una carciofaia non possiamo per qualche anno rimetterne un’altra.

come si coltivano i carciofi

Coltivare i carciofi (Foto©Pixabay)

Malattie e parassiti dei carciofi

Il carciofo è attaccato soprattutto da afidi neri e larve di nottue a livello di insetti, mentre i topi possono rappresentare un vero flagello per la carciofaia.

Come per molte delle piante da orto anche il carciofo ha dei fastidiosi afidi che ci si stabiliscono sopra, parassitandolo. Questi pidocchi attaccano la pianta lasciando la melata e provocando fumaggine e sono favoriti dalle formiche. I carciofi sono spesso affetti da un afide nero, persistente soprattutto nel periodo primaverile. Gli afidi si possono contrastare con vari macerati vegetali e con sapone di Marsiglia.

Le nottue sono bruchi di falena che si nutrono delle foglie centrali della pianta. Occorre intervenire contro le nottue quando sono allo stato larvale con bacillus thuringensis, prodotto consentito in agricoltura biologica.

Difendere dai topi la carciofaia è fondamentale: i roditori mangiano le radici e sono uno dei peggiori nemici del carciofo da orto. Il topo colpisce soprattutto durante l’inverno, quando c’è meno disponibilità di cibo alternativo.

Proprietà e Benefici

I carciofi sono ortaggi ricchi di proprietà benefiche come:

  • Fonte di fibre.
  • Ricchi di sali minerali.
  • Fonte di ferro.
  • Proprietà
  • Proprietà
  • Ricchi di antiossidanti e
  • Fonte di betacarotene.
  • Vitamina C
pianta di carciofo

Piantare i carciofi (Foto©Pixabay)

Varietà di carciofi

Carciofo romanesco. Varietà tardiva primaverile, richiede un clima mite e asciutto e si raccolgono i capolini fino in primavera.

carciofi stagione

Carciofo romanesco (Foto©Instagram-sandro.passariello)

Carciofo violetto. Varietà di carciofo dalla forma affusolata, ortaggio ottimo da mangiare anche crudo.

stagione dei carciofi

Carciofo violetto (Foto©Instagram-clara_flowerss)

Carciofo Sant’Erasmo. Tipo di carciofo veneziano tenero e carnoso, è buonissimo da fare fritto in pastella.

sesto d'impianto

Carciofo Sant’Erasmo (Foto©Instagram-il_fiore_della_frutta)

Carciofo di Paestum. Carciofo campano tondo e senza spine, è riconosciuto dal bollino IGP

carciofo stagione

Carciofo di Paestum (Foto©Instagram-gianniromeo.66)

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