Come coltivare carote

Uno degli ortaggi più diffusi tra le tavole degli italiani e non solo è la carota. Quest’ortaggio, con la sua riconoscibile forma allungata, viene coltivato in Italia da molto tempo, si tratta anche di migliaia di anni.

Esistono diverse specie di carote e ognuna ha un nome e caratteristiche specifiche. La carota nantese ha una forma cilindrica, è senza cuore e colletto. La kuroda è conosciuta per la sua tenerezza e il suo gusto dolce. La berlicum ha una radice lunga, un gusto intenso e viene apprezzata per i suoi lunghi tempi di conservazione. La carota flakkee, riconoscibile dalle grandi dimensioni, viene coltivata in zone calde in quanto è resistente al calore.

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Terreno adatto

Il terreno, per una buona e rigogliosa coltivazione, deve essere soffice, sabbioso e sciolto, con un buon drenaggio. Se il terreno non corrisponde a queste caratteristiche si rischia che le radici non crescano correttamente.

Preparazione alla semina

La preparazione del terreno è molto importante altrimenti si rischia di buttare un raccolto. Prima di piantare bisogna lavorare il terreno, vangandolo per circa 40 centimetri di profondità e sistemando il concime. Per evitare problemi in seguito, si consiglia di mischiare, due mesi prima della semina, della sabbia con il terreno scelto.

Per quanto riguarda il concime è meglio non esagerare con l’azoto in quanto fa sviluppare maggiormente la parte fogliare e non la radice, parte essenziale e punto finale a cui vogliamo arrivare.

La semina

Per una buona coltivazione delle carote, nonostante abbiano ottime capacità d’adattamento ai diversi climi, quest’ultimi non devono essere eccessivamente caldi altrimenti si rischia l’indurimento della radice.

Le carote devono essere seminate prevalentemente in primavera, tra marzo e giugno, ma ci sono alcune varietà che escono da questo intervallo di tempo e possono essere seminate in febbraio o in ottobre.

La distanza tra le file dove si sono messi i semi deve essere di 25 cm invece quella tra le piante deve essere attorno agli 8-10 cm.

La germinazione è molto lenta, arriva anche a 40 giorni ma se si vuole accelerare si può provare mettendo un telo sopra in modo che si aumenti la temperatura oppure bagnando i semi con acqua o camomilla prima della semina.

La coltivazione

Se durante la crescita delle piante ci si accorge che sono troppo vicine, si possono eliminare quelle più giovani e mantenere la distanza di 5 cm massimo tra una pianta e l’altra. Quest’operazione va fatta quando la parte aerea ha un’altezza di 3-4 cm all’incirca.

Per evitare che la terra si indurisca e che il colletto della carota inverdisca si suggerisce di fare una zappettatura in modo da smuovere il terreno tra le file.

La pacciamatura è suggerita solo in caso ci sia un forte vento in quanto potrebbe indurire il terreno e formare una crosta su di esso.

Per evitare il terreno secco bisogna irrigare ma non in modo continuo e costante, solo quando sembra che si stia seccando. Ovviamente non bisogna nemmeno creare ristagno in quanto non è un modo per fare crescere bene la pianta.

Le erbe infestanti, come per tutte le piante, bisogna estirparle manualmente oppure si può usare il pirodiserbo, un diserbante adatto a questi casi.

Dopo aver coltivato le carote è sempre bene variare e coltivare pomodoro, patata, piselli, aglio o porro. Assolutamente da evitare cavolo, asparago, cipolla, finocchio e sedano.

Malattie

Diverse sono le malattie che possono contrarre le carote.

Le fisiopatie sono dovute ad una mala gestione dell’irrigazione, infatti la carenza d’acqua provoca divisione della radice invece l’eccesso provoca spaccature che possono portare a marciume.

Le batteriosi come Xantomonas ed Erwinia Carotovora che si possono prevenire con il rame.

Malattie funginee, prevenibili con l’utilizzo del rame, che attaccano sia la parte aerea sia la radice; l’alternaria si può verificare con terreni pesanti e argillosi; la sclerotinia porta ad una muffa bianca con punti neri sulla radice.

Vermetti sotterranei che producono bitorzoli o buchi sulla radice.

Mosche che depongono uova sulla parte aerea e quando queste si schiudono le larve mangiano la pianta; per allontanarle basta coltivare vicino la cipolla.

Afidi, difficili da individuare in quanto serve una lente d’ingrandimento, che non permettono la crescita della foglia; si possono eliminare col piretro.

Raccolta

Solitamente si raccoglie a due mesi dalla semina, quando il diametro della radice è tra 1 e 2 cm. Se non si raccoglie in tempo si rischia che il cuore si indurisca e che diventi legnoso.

La raccolta avviene estirpando la radice però importante è aver innaffiato il terreno i giorni prima in modo da ammorbidirlo.

In caso si vogliano conservare le carote, si suggerisce un luogo ventilato e poco umido per asciugarle e fresco successivamente.

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