albero di more

Come coltivare more

Buone, benefiche, esteticamente appetibili e molto altro. Le more sono tra i frutti maggiormente apprezzati in natura e coltivarle è semplice: alla portata di tutti i pollici verdi. Il segreto della pianta di more è riuscire a mantenere sempre tutto in ordine evitando che questa splendida coltivazione si trasformi in un groviglio in cui impelagarsi e non uscire più. Succhi, creme, decorazioni. Le more rappresentano ormai il nostro quotidiano e qui di seguito analizzeremo punto per punto tutto ciò che c’è da sapere per la coltivazione di questa preziosa pianta.

Pianta di more

Il rubus ulmifolius, ovvero il nome scientifico del rovo della pianta di more, appartiene alla famiglia delle rosaceae. Non è difficile imbattersi in un rovo di more selvatiche. Questa pianta infatti ben risponde sia al clima rigido che alle temperature elevate e spesso cresce a gamba tesa anche in zone incolte. Questa pianta non conosce limiti e confini nella crescita e coltivarla richiede cura soprattutto per quanto concerne l’ordine e la disciplina della rampicante.

Il frutto è scuro, di colore viola/nero, ed è costituito da un aggregato di tante piccole sfere. A causa della sua facile adattabilità a clima e terreno è tra le piante più semplici da coltivare. L’unica attenzione richiesta è quella di limitare o accompagnare la crescita della rampicante, evitando così che questa crei un intreccio antiestetico e difficile da gestire. In natura, oltre al rovo classico, ne esiste uno senza spine, adatto ai giardini frequentati anche dai bambini, e un albero che produce le more: il gelso. Questo può essere di colore bianco o nero ma non ha alcuna parentela botanica.

pianta di more

Mora frutto (Foto©Pixabay)

Dove coltivare more: clima e terreno

Come già anticipato la pianta di more risponde in maniera positiva a quasi tutti gli agenti esterni e ha un’ottima adattabilità al clima rigido, alle temperature elevate e alle zone incolte. Questa pianta infatti viene coltivata anche in montagna e in Italia la presenza si registra per lo più in Trentino e Piemonte. Nonostante ciò esiste un tipo di terreno che la pianta di more predilige e sul quale avere un’ottima coltivazione è possibile. Si tratta delle terre sciolte e leggermente acide, all’interno delle quali vi è una discreta presenta di sostanze organiche. Questa pianta odia i ristagni idrici ed è consigliato quindi coltivarla su di un terreno che trattenga l’umido. Per quanto riguarda l’esposizione, affinché il frutto sia più zuccherino, è preferibile coltivarla in una zona esposta al sole.

Trapianto

Quando parliamo di trapianto dei rovi di more, bisogna tener presente che si tratta sempre del periodo primaverile. E, nel caso in cui il terreno non gelasse e non vi siano cali di temperatura,si può provvedere anche in autunno. Il trapianto avviene attraverso la creazione di una buca sufficientemente ampia, all’interno della quale va posizionata la pianta con ancora in pane di terra. Una volta coperto col il terreno si passa all’irrigazione. E’ importante fare attenzione allo spazio che si lascia tra una pianta e un’altra. In genere è sempre consigliato distanziarle di un metro circa.

pianta more

Piante di more (Foto©Pixabay)

Pacciamatura

Un altro step di fondamentale importanza quando parliamo di coltivazione di more è la pacciamatura. I frutti della pianta sono i maggiori beneficiarie di questo passaggio.E’ importante infatti che venga coperto il terreno dal vento. Il vento è forse l’unico agente esterno che può danneggiare la pianta di more. Evitare che questa si secchi, attraverso la pacciamatura, è altamente consigliato.

Irrigazione

Come anticipato nel paragrafo riguardante la pacciamatura, uno degli acerrimi nemici della coltivazione di more è il vento. Questo può causare secchezza e danneggiare la crescita fruttifera ma non farà marcire la pianta che ben reagisce a tutte le temperature. Ecco perché è importante riuscire a gestire in maniera equilibrata l’irrigazione della stessa. E’ consigliato tenere il terreno sempre umido ed evitare i ristagni idrici.

Concimazione

Così come nella coltivazione in generale, anche nella concimazione, la pianta di more non è particolarmente esigente. Sappiamo che i rovi nascono spontaneamente anche su terreni incolti e a prescindere dalle sostanze organiche presenti. Se però si vuole ottenere un risultato ottimale è bene non sottovalutare anche il passaggio della concimazione. L’intervento, affinché si abbia il massimo risultato il termini di frutti, è richiesto durante l’impianto e la coltura. E’ altamente consigliato l’utilizzo del letame, insieme al quale può essere abbinato un letame maturo o uno stallatico di pallet.

coltivare more

Pianta delle more (Foto©Pixabay)

Fioritura

Le more sono accompagnati da un’abbondante fioritura. I fiori possono presentarsi bianchi o rosa e sono raggruppati in racemi. Questo poetico passaggio, a cui segue quello del raccolto e della potatura, avviene nel periodo estivo. In particolar modo a partire dal mese di giugno.

Raccolto

La parte più divertente è sicuramente quella del raccolto. Quando i sacrifici e le cure vengono ripagate col succulento frutto. Riconoscere quest’ultimo maturo è facile, ad indicare il pronto raccolto sarà infatti il colore scuro. E’ importante prendere dal torsolo il frutto quando è asciutto perché l’umidità porta al deperimento veloce dello stesso.

Potatura e cimatura

Se la potatura è uno step fondamentale per ogni buon raccolto, questa regola è indispensabile quando si tratta dei rovi delle more. Il passaggio è necessario perché trattandosi di una rampicante disordinata tenderà ad aggrovigliarsi bene e meglio, acquisendo un risultato disdicevole e poco pratico. Bisogna tenere presente che i rami dell’anno precedente saranno quelli che produrranno i frutti e quindi dovranno essere oggetto di cimatura. Per la potatura, invece, è consigliato mettersi all’opera dopo il raccolto.

mora pianta

Coltivare le more (Foto©Pixabay)

Moltiplicazione della pianta di more

Come già anticipato in natura esistono rovi classici, senza spine e alberi di more. Per quanto riguarda la moltiplicazione della pianta dobbiamo tener presente che i rovi si riproducono tramite propaggine. Si tratta cioè della naturale propensione alla autoproduzione. Grazie a ciò è molto raro che si ricorra al seme. Il periodo favorevole alla produzione di nuove piante è quello che garantisce al rovo la maggiore esposizione al sole. Si tratta cioè del periodo estivo.

Un’altra soluzione è quella di ricorrere alla talea. Basterà procurarsi giovani rami lunghi circa 40 cm e metterli in vaso. Queste saranno pronte per il trapianto nella primavera successiva. Attenzione a non dimenticare mai che il rovo è una pianta indisciplinata e quindi per evitare che si attorcigli è necessario pensare a un impianto con dei sostegni che la conduca all’ordine, evitando così che rubi spazio ad altre colture.

Malattie e parassiti del rovo di more

Sebbene la pianta di more sia resistente agli agenti esterni, non è da sottovalutare il fattore di rischio delle malattie e dei parassiti.  Per prevenire l’insorgere delle malattie è consigliato evitare di coltivare le more in successione a coltivazioni della stessa famiglia, quindi parliamo di tutte le rosaceae. Tra le malattie più diffuse abbiamo la verticillium che parte col fare appassire prima le foglie e poi tutta la pianta; la botrite o muffa grigia e l’antracnosi. Queste ultime due, in particolare l’antracnosi, danneggiano il frutto. Il rovo non è neanche esente da eventuali parassiti. In particolare gli afidi, che puntano a danneggiare la pianta in periodo di fioritura; il ragnetto giallo o quello rosso e l’antonomo del lampone.

cespuglio di more

frutto mora

Coltivare more in vaso

Se il desiderio di coltivare more è alto ma non si ha a disposizione un orto o un giardino, si correi ai ripari con la coltivazione in vaso. Per questo tipo di soluzione è importante scegliere dal vivaio un tipo di cultivar che sia già disciplinato e che abbia un portamento ordinato. In secondo luogo è importante avere a disposizione per il trapianto un vaso di grandi dimensioni. Questo è consigliabile ampio perché all’interno dovrà avere spazio sufficiente al sostegno per i rovi, che potrà attaccarsi al muro o direttamente alla ringhiera del terrazzo. Per quanto riguarda la coltivazione vera e propria, bisogna tener presente l’abc della coltivazione in orto.

Proprietà e Benefici

Questo piccolo frutto, oltre ad essere resistente e facilmente coltivabile, racchiude in sé numerosi benefici. Innanzitutto parliamo di un frutto ricco di acido folico e vitamine. Le more contengono, infatti, due sostanze antiossidanti e dopo diuretiche, dissetanti e depurative. Queste agiscono nella pulizie delle arterie e sono valide alleate nella prevenzione cardiovascolare. Sono inoltre ricche di Vitamica C ed A. Spesso rientrano tra gli ingredienti chiave di tisane depurative. Sono considerate le alleate numero uno per il cuore, le arterie, l’intestino e la gola.

come coltivare le more

Piantare more (Foto©Pixabay)

Varietà di more

Sebbene pensare alle more spinga ogni osservatore disattento a immaginare che in natura ve ne sia una specie soltanto, è importante sottolineare invece che ne esistono ben trenta varietà. Si tratta di rovi diversi che però non sono indicati alla coltivazione. Per quest’ultima infatti è bene evitare il rovo selvatico e scegliere un cultivar semi eretto. Tra le varietà maggiormente diffuse per la coltivazione ricordiamo: le more Thornfree, senza spine; la mora Black Satin e la Lockness.

come piantare le more

More Thornfree (Foto©Pixabay)

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