Come coltivare orchidee

L’orchidea è una pianta di origine tropicale; classificare le orchidee è un operazione complessa: tra specie che nascono spontaneamente e specie coltivate se ne contano più di 775 generi e 19500 specie, tutte appartenenti alla stessa famiglia botanica delle orchidaceae.

Le orchidee più conosciute sono senz’altro quelle ornamentali quali: Brassia, Cambria, Cattleya, Cymbidium, Dendrobium, Dracula, Laelia, Lycaste, Miltonia, Miltoniopsis, Odontoglossum, Oncidium, Paphiopedilum, Phalaenopsis, Phragmipedium, Pleione e Vanda.

Se è la prima volta che vi cimentate nella coltivazione di orchidee vi consiglio di iniziare con le specie più semplici come la Phalaenopsis, il Paphiopedilum o la Vanda che sono più facili da curare.

Condizioni climatiche

A seconda delle loro esigenze di clima le orchidee di dividono in 3 categorie: calda, temperata e da serra fredda.

  • Calda: parliamo di quelle orchidee che originariamente nascono vicino al mare (800 metri) ovvero a basse altitudini e in un contesto caldo e umido. Per coltivare orchidee calde c’è bisogno di un ambiente riscaldato come una serra o un appartamento con veranda con temperatura notturna prossima ai 17-18°, ovvero umido come l’habitat di nascita;
  • Temperata: vivono tra gli 800 e 1500 metri, in questa fascia risiedono le più numerose specie. Godono di un clima temperato e si adattano bene a qualunque ambiente, anche in casa, l’unica accortezza è posizionarle in un luogo dove ci sia un escursione termica di 3-4 gradi tra il giorno e la notte perché senza questa differenza climatica la pianta non sarà indotta a fiorire mentre la vegetazione (foglie e rami) continuerà per tutto l’anno. Come temperatura notturna è consigliata intorno ai 14-16°;
  • Serra fredda: Appartengono a questa categoria le orchidee che nascono sulle montagne e ad elevate altitudini e per questo, hanno bisogno di temperature basse. Per coltivare questo tipo di orchidee in casa è opportuno creare un escursione termica per indurre la pianta a fiorire, questo può essere fatto anche con un semplice climatizzatore da camera.

Preparazione del terreno

Illuminazione

Se coltiviate orchidee in casa posizionatele nella zona più luminosa evitando che i raggi del sole le colpiscano direttamente e per troppo tempo. Il posto ideale sarebbe vicino alle finestre o alle verande, facendo attenzione che la pianta non subisca troppi sbalzi termici quando si aprono le porte. Anziché mettere i vasi con le orchidee a terra poggiatele su ripiani alti cosi frutteranno al massimo l’illuminazione dell’ambiente e il calore, che sappiamo, va sempre verso la parte alta della stanza. Fate in modo che le foglie della pianta siano sempre pulite dalla polvere in modo che possa usufruire appieno dei benefici del sole.

Irrigazione

Le orchidee spontanee godono dell’umidità delle piante tropicali; visto che l’aria delle abitazioni è molto asciutta, vaporizzate spesso le foglie evitando i fiori. Innaffiate le orchidee ogni settimana, in modo regolare ma evitando gli eccessi, cioè cercando di mantenere il terreno umido ma senza ristagni d’acqua. Una tecnica d’irrigazione molto semplice è la seguente: prende una bacinella e mettete dentro tutti i vasi d’orchidee, riempite poi la bacinella d’acqua (a temperatura ambiente) fino a livello del vaso; quando il substrato sarà umido allora potete togliere i vasi dalla bacinella, farli sgocciolare e rimettere nei portavasi.

Concimazione

Una volta mese aggiungete all’acqua per l’irrigazione un po’ di [eafl id=49 name=”concime specifico per orchidee” text=”concime specifico per orchidee”], non troppo altrimenti le radici seccheranno. Le orchidee sono poco esigenti in fatto di elementi nutritivi; la soluzione ottimale deve contenere il doppio dell’azoto rispetto al fosforo e al potassio e va sostituita con una frequenza variabile da 7-15 giorni a 3-4 settimane, a seconda delle esigenze della specie e del periodo stagionale.

Rinvaso delle orchidee

Per avere piante sempre belle, forti e piene di fiori bisogna rinvasarle almeno una volta l’anno, il periodo migliore è in primavera. Per alcuni giorni successivi al rinvaso si consiglia di non innaffiare. Inoltre, se la pianta è cresciuta, sostituite anche il vaso con uno più grande.

Fioritura

Quando le orchidee si trovano nelle situazioni migliori (luce e temperatura) riescono a fiorire anche due o tre volte all’anno. La fioritura avviene principalmente nei mesi invernali-inizio primavera (da dicembre ad aprile), ma non è una regola certa. Quando la fioritura giunge a temine e il fiore secca, ci sono varie scuole di pensiero: alcuni propongono di togliere solo il fiore secco, altri di lasciarlo li e altri ancora di recidere il ramo fino al secondo internodo, sta di fatto che da quel ramo possono uscire altri fiori o altri rami laterali. Come abbiamo già detto, per stimolare la pianta a fiorire occorre farle sentire un leggero sbalzo termico tra il giorno e la notte.

Malattie e parassiti dell’orchidea

Visto che la pianta d’orchidea nasce in serra o in ambienti diversi dal clima italiano, non trova molti nemici; le orchidee sono soggette per lo più a fisiopatie, cioè ad alterazioni provocate da condizioni di temperatura, luce ed umidità non favorevoli al loro armonico sviluppo.

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