Come coltivare peperoni

Il peperone è uno degli ortaggi più riconoscibili in natura, probabilmente per la sua forma squadrata o ancora di più per i colori accesi. Esistono tanti colori di questo tipo di verdura che fa parte della famiglia delle solanacee: giallo, rosso e verde nelle tonalità più splendenti.

Ci sono due specie di peperoni, quelli a frutto grosso e quelli a frutto piccolo che sarebbero quelli comunemente chiamati peperoncini. In tutte è presente la capsaicina che, se in grande quantità, porta alla piccantezza dell’ortaggio altrimenti alla dolcezza; ad esempio i peperoncini sono caratterizzati da una notevole presenza di capsaicina che li porta ad avere la piccantezza per la quale sono maggiormente conosciuti.

Questa vicinanza tra peperone e peperoncini permette che entrambi seguano gli stessi metodi di coltivazione e di prevenzione da attacchi.

Varietà

Ci sono tante varietà di peperoni e ognuna ha un nome e caratteristiche propri.

  • Il Cuneo Giallo è molto dolce e il nome ne evidenzia il colore;
  • Il California Wonder ha la riconoscibile forma quadrangolare;
  • Il Corno di Toro ha forma allungata e può essere di colore giallo o rosso;
  • Il Marconi ha il frutto pesante.

I peperoncini sono molto diversi tra loro e ognuno ha un nome diverso: il Cayenna, il Bacio di Satana, il Fuoco della Prateria e l’Habanero sono solo alcuni.

Clima e trapianto

I peperoni crescono bene in ambienti caldi, con temperature abbastanza elevate, all’incirca attorno ai 24-26 gradi. Per avere queste temperature anche in inverno, si suggerisce di utilizzare una seminiera, in modo da avere le piantine pronte per la primavera. Il trapianto avviene quando sono spuntate le prime foglioline, chiamate anche cotiledoni. Il trapianto avviene inizialmente in un vasetto alto una quindicina di centimetri dal terreno dell’orto o poi successivamente nell’orto stesso. Importante per evitare conseguenze indesiderate è il periodo per il trapianto che va effettuato verso maggio, quando le temperature raggiungono i 14-15 gradi.

Terreno

Il terreno per coltivare i peperoni deve essere preparato molto attentamente, facendo attenzione addirittura al pH che deve essere compreso tra 5,5 e 7 e deve essere sabbioso. Il drenaggio dell’acqua è molto importante e infatti per favorirla si consiglia di compiere una profonda vangatura, di circa mezzo metro.
Il concime è molto importante perché i peperoni ne hanno molto bisogno, quindi servono dai 3 ai 6 kg di letame maturo oppure un decimo di concime organico pellettato. Le file dove si semina devono essere a 70 cm di distanza e le piante 50 cm una dall’altra.

Coltivazione

Perché la pianta di peperone cresca bella e forte servono dei sostegni che la aiutino a sopportare il peso del frutto; una rete può fare al caso vostro, posizionata a 50 cm d’altezza orizzontalmente. La pianta di peperone ha una caratteristica importante che bisogna tenere d’occhio: essa infatti cresce biforcandosi consecutivamente. Ogni biforcazione che si viene a creare si biforcherà a sua volta se non si pota la pianta. Le continue biforcazioni portano a modifiche del frutto in grandezza e misure, infatti più biforcazioni sono presenti e più i prodotti della pianta saranno più piccoli. L’irrigazione della pianta di peperoni deve essere abbondante in quanto la pianta ne ha un gran bisogno.

La raccolta

La maturazione del peperone avviene in due fasi: prima si sviluppano i semi e l’interno del frutto e successivamente l’esterno. Se si nota che la buccia esterna presenta tonalità verdi significa che non è ancora il momento della raccolta. I frutti è meglio raccoglierli appena sono giunti al termine della loro maturazione in modo da dare la possibilità alla pianta di crearne ulteriori. Per il tempo di raccolta, solitamente si raccolgono quando i frutti sono maturi quindi dopo minimo 80 e massimo 100 giorni dal passaggio da fiore o frutto.

Malattie

Le malattie sono molte, vediamone alcune.

La peronospora è molto dannosa per la pianta, addirittura può ucciderla nel giro di 24 ore; si ha in presenza di molta acqua e si diffonde nel terreno, porta a macchie nere sulla pianta e bisogna estirpare la pianta intera. Nella zona dove c’è stata la pianta malata non si possono ripiantare altre piante fino a quando, dopo un anno di rotazione, la malattia è stata eliminata.

Il verticillium è simile alla precedente però più difficile da notare in quanto le macchie nere sono nei capillari. Più lenta della peronospora, porta alla morte della pianta tra i 7 e i 10 giorni; rimane nel terreno anche fino a 5 anni se non curata correttamente col rame. Non è grave per le giovani piante ma porta loro al nanismo.

Il fusarium porta anch’esso a macchie nere nei capillari.

L’alternaria porta alcune parti del frutto a marcire. Combattuta solo con il rame.

L’oidio imbrunisce le foglie, fa perdere loro la lucentezza e può portare a marciume nei frutti anche in poche ore. per evitare questa malattia si consiglia un trattamento di zolfo.

Per tutte le malattie appena descritte si consiglia vivamente di estirpare la pianta e bruciarla oppure buttarla nei rifiuti, non usarla come compost.
Il marciume apicale non è una vera e propria malattia, è più una conseguenza della carenza d’acqua o di calcio. Il marciume parte dall’apice del frutto.

Parassiti

Alcuni tra i più conosciuti parassiti dei peperoni sono gli afidi, il ragnetto rosso, la mosca bianca e la piralide.

Gli afidi sono un tipo di pidocchi che portano virosi alla pianta.

Il ragnetto rosso può essere molto dannoso per i peperoni in quanto può portare a nanismo, defoliazione o mancanza di produzione dell’intera pianta.

La piralide è un insetto che depone le uova sul peperone, le larve lo bucano e lo mangiano portandolo a marcire. Molti sono gli attacchi di quest’insetto se nelle vicinanze ci sono coltivazioni di mais.

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