Fertirrigazione

Uno strumento per migliorare la nutrizione delle piante e rispettare l’ambiente è sicuramente la fertirrigazione. Poiché si tratta di una tecnica utile, ma non sempre facile, di seguito è riportato un vademecum con spiegazioni e consigli pratici al fine di conoscere bene il processo di fertirrigazione ed utilizzarlo al meglio.

A cosa serve la fertirrigazione

Come il termine stesso lascia facilmente intendere, per fertirrigazione si fa riferimento ad una tecnica d’irrigazione che permette la distribuzione dei fertilizzanti insieme all’acqua. Si tratta di un processo di concimazione controllato e mirato che, soprattutto negli ultimi tempi, è diventato necessario.

Lo sviluppo nel campo agricolo, infatti, ha permesso la messa in funzione di nuovi impianti di micro-irrigazione. Questo ha portato ad una localizzazione dell’acqua sempre più precisa ed efficiente e una riduzione significativa de volume di terreno bagnato, utilizzato in modo limitato e molto intensivo. La fertilizzazione, ossia l’incorporazione dei fertilizzanti nell’acqua e la loro distribuzione nel terreno mediante impianti d’irrigazione, serve proprio a realizzare questo obiettivo.

Come funziona la fertirrigazione

La fertirrigazione si effettua mediante la dissoluzione di concimi nell’acqua, che saranno poi distribuiti sul terreno. Si tratta, però, di un processo molto delicato in quanto la preparazione della soluzione può provocare reazioni chimiche anche gravi.

È importante che i coltivatori conoscano bene i rapporti chimici tra gli elementi per assicurare una completa dissoluzione dei concimi in tutta sicurezza. Per un efficiente e razionale utilizzo della fertirrigazione è importante conoscere alcuni fattori tra cui:

  • le esigenze nutrizionali e il fabbisogno idrico e minerale della coltura;
  • la fertilità del terreno;
  • il periodo di assimilazione dei diversi nutrienti rispetto alle principali fasi vegetative della coltura e soprattutto due importanti fattori, tempo di sedimentazione e mutamenti di temperatura.

In merito al primo fattore bisogna informare i lettori che alcuni fertilizzanti non sono completamente solubili. Una volta disciolti è possibile che nella soluzione siano ancora presenti piccole particelle solide che potrebbero otturare i filtri.

Bisogna, pertanto, lasciare che le soluzioni nutritive si sedimentino per un periodo sufficientemente lungo, 15-30 minuti circa, affinché le particelle non disciolte si depositino sul fondo del serbatoio e il processo si completi. Il controllo dei dati climatici e dei rispettivi mutamenti di temperatura, invece, è fondamentale poiché la maggior parte dei processi di dissoluzione consumano energia. Quando si sciolgono dei fertilizzanti in concentrazioni relativamente elevate oppure quando si usa acqua molto fredda, questo processo di raffreddamento potrebbe provocare una precipitazione dei soluti nella soluzione. In questo il caso, gli agricoltori dovrebbero evitare di usare acqua fredda oppure diluire la soluzione madre. Una volta preparata, si consiglia di conservare la soluzione in un contenitore ermetico, situato in una zona protetta, ben arieggiata e ombreggiata. I serbatoi devono poi essere posizionati all’interno di una struttura di contenimento, possibilmente realizzata in vetroresina di colore scuro, per proteggerle dai rischi di urti o rovesciamento. La valvola di uscita dovrebbe essere installata a 5-10 centimetri dal fondo del serbatoio in modo che i residui non vengano risucchiati nel flusso irriguo.

I metodi di iniezione delle soluzioni nutritive

La fertirrigazione risulta maggiormente produttiva con l’attuazione della tecnica di microirrigazione e/o irrigazione a goccia. Essa, infatti, si applica preferibilmente con l’irrigazione localizzata e/o con la subirrigazione.

Le soluzioni nutritive nell’acqua di irrigazione, tuttavia, possono essere iniettate in diversi modi, in particolare sono tre le altre tecniche che risultano più efficienti per la fertilizzazione: serbatoio di by-pass a pressione, iniettore Venturi e pompe di iniezione idrauliche e elettriche.

La prima tecnica consiste nell’istallare un serbatoio contenente i fertilizzanti e parallelamente una valvola, la cui chiusura provocherà una differenza di pressione tra la valvola stessa ed il serbatoio.

L’acqua allora attraverserà il serbatoio, dissolvendo e trasportando il fertilizzante nell’acqua di irrigazione.

La seconda tecnica, invece, prevede l’utilizzo di serbatoi che limitano la sezione trasversale del flusso e mediante un processo di aspirazione il fertilizzante viene veicolato nel flusso dell’acqua di irrigazione. Poiché questo processo richiede molte energie e una pressione molto alta dovrebbe essere impiegato solo nelle situazioni in cui le condizioni di funzionamento dell’impianto sono conosciute e stabili.

Nella terza tecnica, infine, la soluzione di fertilizzante, posta in un serbatoio aperto, viene aspirata da pompe e poi iniettata dalle stesse nell’acqua di irrigazione, con maggiore pressione. Questa tecnica grazie all’utilizzo di pompe elettriche fornisce maggiori capacità di portata e funzionamento.

La manutenzione di un impianto di fertirrigazione

Come spiegheremo nel dettaglio più avanti, rispetto ad un impianto d’irrigazione tradizionale, quello di fertirrigazione richiede maggiore precisione, manutenzione e costi più elevati. Questo tipo di impianti, infatti, è fortemente automatizzato e prevede l’uso di fertirrigatori computerizzati, centraline, telecomandi e altri sistemi di controllo esterno.

Tutta questa strumentazione, e in particolare i dosatori per la fertirrigazione, possono essere acquistati in modo sicuro ed autorizzato sul sito GoGoVerde.it. Sono, inoltre, importanti i sistemi per il rilevamento del pH e della salinità della soluzione. Oltre a ciò occorre una cura costante dell’attrezzatura e una pulizia profonda degli strumenti utilizzati.

Si consiglia a tal proposito di sciacquare le vasche dopo il loro utilizzo, controllare periodicamente i dispositivi d’iniezione, pulire i dispositivi di filtraggio e, qualora le condizioni lo richiedano e consentano, fare degli interventi con acido o agenti ossidanti.

I vantaggi della fertirrigazione

La fertirrigazione consente, generalmente, di migliorare le rese rispetto alla concimazione tradizionale e permette di soddisfare al meglio i fabbisogni nutritivi delle piante, regolandone l’apporto nutritivo in conformità con le effettive necessità della pianta.

Questa tecnica di irrigazione favorisce il minor impiego di manodopera per le operazioni di distribuzione del fertilizzante e contemporaneamente una migliore applicazione dei fertilizzanti, perché essi vengono distribuiti nell’area di terreno effettivamente esplorato dagli apparati radicali delle colture. La fertirrigazione, inoltre, evita che il terreno venga calpestato con le macchine agricole per le operazioni colturali, migliorando così il frazionamento della concimazione azotata.

Gli svantaggi della fertirrigazione

Gli svantaggi della fertirrigazione sono sicuramente inferiori ai vantaggi. Essi riguardano soprattutto la limitazione di effettuare questa tecnica soltanto per le colture irrigue e al solo scopo di distribuire il fertilizzante. Inoltre un impianto di fertirrigazione è tecnologicamente più perfezionato e costoso rispetto all’irrigazione tradizionale.

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