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Coltivazione funghi cardoncelli (Foto©Instagram- vivopuglia)
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Il fungo costituisce da sempre un prelibato e ricercato ingrediente. Esso, infatti, esercitava già un certo fascino in tempi antichi sia per le proprietà erganolettiche di cui è dotato, sia per la carnosità dello stesso che lo rende, ad oggi, uno dei funghi maggiormente apprezzati dai palati sopraffini.

Considerato afrodisiaco, il fungo cardoncello, Pleurotus Eryngii, venne messo all’indice dal Santo Uffizio in quanto considerato motivo di distrazione in tempo di penitenza.

Il fungo cardoncello

Il fungo cardoncello, o Pleurotus Eryngii, appartiene alla famiglia delle Pleurotaceae e fin dall’antichità è stato un ricercatissimo ingrediente utile a impreziosire le tavole. Questo è originario del bacino Mediterraneo ma viene coltivato anche nel continente asiatico. In Italia cresce spontaneamente in Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Lazio e Sardegna.

Il cappello è carnoso, convesso e depresso al centro ed è di colore biancastro; c’è da premettere però che i funghi cardoncelli possono presentarsi anche di colore brunastro, in quanto cambiano la colorazione in base al clima. Il cappello, infatti, è chiaro in presenza di sole. Questo è sostenuto da un gambo di 10 cm,  sodo e di colore biancastro con presenza di macchie ocra o color ruggine.

La carne di questo fungo, caratteristica che lo rende così appetibile, è carnosa e dal sapore dolciastro.

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Cardoncello fungo (Foto©Instagram-
funghisalento)

Dove e quando coltivare i cardoncelli

Abbiamo già anticipato il fatto che il fungo cardoncello cresca spontaneamente in alcune zone centro-meridionali. Questo è un fungo saprofita, che si nutre cioè di materie organiche morte o in decomposizione, e fruttifica dal periodo primaverile a quello autunnale, sulle radici morte delle ombrellifere. Non è difficile però trovarlo spontaneo, in periodo invernale, su terreni misti con roccia.

Come coltivare i funghi cardoncelli

Ma come coltivare questo eccezionale fungo in proprio?

In genere viene coltivato in serre tunnel protette da una copertura che assicuri un luogo ombreggiato. In genere si preferisce una rete nera con ombreggiamento del 70% montata su archi a tunnel.

La preparazione del terreno prevede una base rigida, meglio se cemento, ma in assenza di questo si possono utilizzare anche tavole o lamiere. Questi letti dovranno essere larghi 1 metro  e dovranno distare 50 cm gli uni dagli altri.

Una volta sistemato ciò si dovrà procedere a versare la confezione di substrato nei letti creati e verrà riversato infine 1cm di terreno ben setacciato. È importante che sul terreno di copertura vengano effettuati trattamenti che prevengano dermatiti o altre malattie. È consigliabile un primo trattamento a base di procloraz, per prevenire le muffe, e un secondo trattamento con un prodotto a base di deltametrina, che invece eviterà la formazione di vermi. Una volta fatto ciò bisognerà  procedere con acqua nebulizzata che manterrà il terreno costantemente umido.

Dopo 10 o 15 giorni dall’interramento partirà la fruttificazione e sarà possibile scorgere in superficie i primi carpofori. La produzione procederà continua per una durata di 45 giorni circa e a distanza di due settimane.

Proprietà del fungo cardoncello

Scegliere di coltivare il fungo cardoncello non è soltanto un capriccio culinario, questo infatti oltre al gusto è dotato di proprietà necessarie dal punto di vista dietetico. Un fungo fresco contiene circa l’85% di acqua, il 4% di proteine e solo il 4% di zuccheri e lo 0,4% di grassi. Inoltre un recente studio ha dimostrato la capacità del cardoncello di aumentare le difese immunitarie e contribuire in maniera attiva alla lotta contro il colesterolo.

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Ultimo aggiornamento il 6 Dicembre 2021 14:00
Ideatrice e blogger di Coltivare.info, fin da piccola ho vissuto in campagna insieme ai miei genitori che coltivavano e ai miei zii che discutevano di vino e periodi giusti per seminare.

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